il Giornale

    Una freccia gli trapassa il cuore e un polmone: uomo salvo per miracolo

    Una freccia gli trapassa il cuore e un polmone: uomo salvo per miracolo


    Un uomo, con il cuore e un polmone trapassati da parte a parte con una freccia di trenta centimetri, è stato salvato grazie a un intervento senza precedenti, la notte scorsa, dai chirurgi della Cardiochirurgia dell'ospedale Molinette di Torino.Il 47enne...

    Un uomo, con il cuore e un polmone trapassati da parte a parte con una freccia di trenta centimetri, è stato salvato grazie a un intervento senza precedenti, la notte scorsa, dai chirurgi della Cardiochirurgia dell'ospedale Molinette di Torino.Il 47enne era giunto al Pronto Soccorso dall'ospedale di Aosta con il dardo conficcato, che aveva trapassato, oltre alla gabbia toracica, il ventricolo sinistro, con un punto di entrata e uno di uscita, per poi conficcarsi nel polmone sinistro.Il paziente è sempre stato sveglio e cosciente. Una rimozione del dardo dalla sua sede, spiegano i sanitari, avrebbe potuto innescare un'emorragia incontrollabile. I responsabili della centrale operativa del 118 piemontese hanno coordinato il trasporto in elisoccorso all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, deve l'èquipe di Cardiochirurgia universitaria diretta dal professor Mauro Rinaldi, preventivamente allertata e attivata, ha condotto l'intervento cardiochirurgico salva-vita.Dopo l'instaurazione di una circolazione extracorporea d'emergenza per supportare le funzioni cardio-respiratorie, è stato possibile estrarre il dardo dal cuore e riparare le lesioni cardio-polmonari. L'intervento è perfettamente riuscito e il paziente è stato già estubato e svegliato poche ore dopo: sta bene.In tutto questo, sono ancora da accertare le dinamiche dell'incidente."Curioso" come nel 2017, nel medesimo ospedale torinese, arrivo un paziente con un incidente simile, ovvero con un dardo conficcato nel collo. Anche in quel caso vicenda si concluse con il lieto fine.
    Fonti Qatar:

    Fonti Qatar: "Si valuta forte investimento a Roma. Lo stadio non c'entra"


    La Roma passerà dagli americani ai qatarioti? Per ora sono solo voci, anche se circolano con una certa insistenza, come riporta l'agenzia Adnkronos che ha sentito fonti dell'emirato. Le stesse che in precedenza hanno riferito della visita nella...

    La Roma passerà dagli americani ai qatarioti? Per ora sono solo voci, anche se circolano con una certa insistenza, come riporta l'agenzia Adnkronos che ha sentito fonti dell'emirato. Le stesse che in precedenza hanno riferito della visita nella Capitale, ad aprile, del presidente del Qatar Sports Investments e del Psg, Nasser Al-Khelaifi, per incontrare alcuni rappresentanti del club giallorosso. Ma che novità ci sono? Di ufficiale ovviamente non c'è nulla. Si tratta solo di voci di una trattativa top secret che James Pallotta continua a smentire, è che il "business dello stadio" non è necessariamente legato al progetto dell'impianto di Tor di Valle.Insomma, come rivela la fonte citata da Adnkronos, "la questione dello stadio non c'entra. Nessuno l'ha nominata". L'ipotesi è quella di un "investimento forte" per acquistare il club e, più avanti, ragionare anche su un impianto di proprietà. A dire il vero erano circolate anche alcune voci di un possibile interessamento del Qatar anche nei confronti della Fiorentina, ma non ci sono riscontri in tal senso. La fonte dell'emirato sottolinea che solitamente da parte qatariota, come già avvenuto per il Paris Saint-Germain, si preferisce puntare su una squadra che ha sede in una capitale. Anche se ci possono essere sempre delle eccezioni.
    Ha il biglietto per Cagliari ma l'aereo di Ryanair atterra a Bari: il passeggero schiuma di rabbia

    Ha il biglietto per Cagliari ma l'aereo di Ryanair atterra a Bari: il passeggero schiuma di rabbia


    Avere il biglietto aereo per Cagliari e ritrovarsi all'aeroporto di Bari. Folle, vero? Ecco, è però quello che è successo a uno sfortunato passeggero imbarcatosi a Pisa con Ryanair per tornare nella sua città e che invece ha toccato terra nel...

    Avere il biglietto aereo per Cagliari e ritrovarsi all'aeroporto di Bari. Folle, vero? Ecco, è però quello che è successo a uno sfortunato passeggero imbarcatosi a Pisa con Ryanair per tornare nella sua città e che invece ha toccato terra nel capoluogo della Puglia.E, come dargli torto, ha dato di matto.L'uomo, infatti, se l'è presa con le hostess della compagnia aerea irlandese, riempiendo di parolacce tutto l'equipaggio e spaventando (e anche divertendo) i compagni di viaggio, che a differenza sua erano sul volo giusto."Cazzo, sono di Cagliari. Fatemi uscire da questo cazzo di aereo, vaffanculo", il succo del "discorso", ripreso dal cellulare di un passeggero-testimone. Una sfuriata che è andata avanti per diversi minuti.E la scenata è continuata anche a terra, con eguale rabbia, dove il cagliaritano chiedendo di essere imbarcato per Cagliari a spese di Ryanair: "Come avete potuto farmi passare all"imbarco con un biglietto dove c"è scritto Cagliari, ma siete pazzi?".
    Lo schiaffo del Tar al Viminale: ​riaperta l'accoglienza a Riace

    Lo schiaffo del Tar al Viminale: ​riaperta l'accoglienza a Riace


    Nonostante sul modello Riace penda un processo pesantissimo, che nei mesi scorsi ha travolto il sindaco Mimmo Lucano con una sfilza di accuse infinite, il Tar ha deciso di riattivare il business degli immigrati nella città in provincia di Reggio...

    Nonostante sul modello Riace penda un processo pesantissimo, che nei mesi scorsi ha travolto il sindaco Mimmo Lucano con una sfilza di accuse infinite, il Tar ha deciso di riattivare il business degli immigrati nella città in provincia di Reggio Calabria. È stato, infatti, accolto il ricorso presentato dal vice sindaco Giuseppe Gervasi contro la decisione del Viminale di escludere il piccolo Comune della Locride dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Una mossa che riapre i rubinetti e fa tornare a scorrere nelle casse del municipio i finanziamenti pubblici destinati all'accoglienza.Solo pochi giorni fa il gup di Locri aveva rinviato a giudizio Lucano e le altre 29 persone coinvolte nell'inchiesta "Xenia" che aveva scoperchiato un vero e proprio sistema che per anni ha aiutato gli immigrati ad entrare illegalmente nel nostro Paese. Fra i tanti reati contestati, oltre appunto al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ci sono l'associazione per delinquere, la truffa con corrispondente danno patrimoniale per lo Stato, l'abuso d'ufficio, il peculato, la concussione, la frode in pubbliche forniture e il falso. L'11 giugno ci sarà la prima udienza di un processo che la sinistra ha già definito "politico" ma che, in realtà, scoperchia tutto il buonismo progressista e svela i traffici per agevolare gli ingressi irregolari in Italia, contravvenendo qualsiasi tipo di legge. Nonostante queste premesse, il Tar ha deciso di dare ragione al vice sindaco Gervasi che il primo gennaio scorso aveva presentato un ricorso contro la decisione del ministero dell'Interno di escludere il Comune dal sistema di accoglienza."Il ministero (dell'Interno, ndr) - è l'accusa mossa dall'associazione 'Italia stato di diritto' - avrebbe dovuto mettere il Comune in condizioni di rimediare alle criticità del suo operato e così cercare di conservare i finanziamenti ottenuti". Il tribunale amministrativo della Calabria gli ha dato ragione e ha rinfacciato al Viminale di non aver contestato al Comune di Riace le irregolarità rilevate nè di avergli mai assegnato, così come avrebbe dovuto, un termine per ottemperare. Non solo. I giudici del Tar hanno anche contestato al dicastero guidato da Matteo Salvini di aver "improvvisamente attribuito a comportamenti del Comune che ben conosceva da tempo, una portata impeditiva della prosecuzione del progetto, con una contraddittoria e destabilizzante inversione di rotta rispetto al passato".Lucano, che mesi sta portando avanti una battaglia personale contro Salvini, ha esultato non appena è venuto a conoscenza del dispositivo del Tar. "Le persone sono state trasferite e i danni sono stati fatti", ha commentato. "Ma almeno si ristabilisce dal punto di vista amministrativo un po' di giustizia". In realtà la giustizia si ristabilirà solo alla fine del processo che vedrà proprio il sindaco (sospeso) sul banco degli imputati.
    Salvini corregge il Sicurezza bis

    Salvini corregge il Sicurezza bis "Adesso non ci sono più alibi..."


    Via "qualsiasi perplessità" e ogni "alibi". Dopo il Consiglio dei ministri di fuoco che ha rimandato ogni decisione sul decreto Sicurezza bis voluto da Matteo Salvini per contrastare le ong che caricano migranti nel Mediterraneo e li scaricano in Italia...

    Via "qualsiasi perplessità" e ogni "alibi". Dopo il Consiglio dei ministri di fuoco che ha rimandato ogni decisione sul decreto Sicurezza bis voluto da Matteo Salvini per contrastare le ong che caricano migranti nel Mediterraneo e li scaricano in Italia e per tutelare le forze dell'ordine che fronteggiano i centri sociali violenti nelle piazze.I tecnici del Viminale hanno infatti limato il testo del provvedimento alla luce dei rilievi fatti dal Quirinale e delle "criticità" sollevati ieri anche dal premier Giuseppe Conte. Testo che è stato già inviato a Palazzo Chigi, che a questo punto dovrebbe convocare per domani la prossima riunione. Luigi "E' in corso una interlocuzione tra palazzo Chigi e il Quirinale per eliminare alcuni dubbi di incostituzionalità. Finchè non saranno tolti questi dubbi è inutile parlarne in Cdm ma io credo potranno essere superati a breve"Confrontando le due bozze fatte circolare nelle scorse ore, si può notare come la confisca della nave sia ora prevista anche senza la reiterazione del reato o il trasporto di un numero di migranti superiore a 100. Inoltre al Ministero dell'Interno viene data la possibilità di limitare o vietare "l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale". La bozza precedente parlava solo del divieto di "transito e sosta", ma non specificava - come la nuova - "salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica". Scompare inoltre il riferimento esplicito alle "azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto di migranti".
    Giro d'Italia, decima tappa: il francese Demare vince in volata davanti ad Elia Viviani

    Giro d'Italia, decima tappa: il francese Demare vince in volata davanti ad Elia Viviani


    Il francese Arnaud Demare trionfa nella decima tappa del Giro d'Italia, precedendo in volata Elia Viviani e l'australiano Caleb Ewan.Passato il primo giorno di riposo, il gruppo riparte verso la seconda settimana del Giro d'italia con la tappa...

    Il francese Arnaud Demare trionfa nella decima tappa del Giro d'Italia, precedendo in volata Elia Viviani e l'australiano Caleb Ewan.Passato il primo giorno di riposo, il gruppo riparte verso la seconda settimana del Giro d'italia con la tappa Ravenna-Modena di 147 km, un percorso completamente piatto che si snoda attraverso la pianura emiliano romagnola, che fa da preludio alle spettacolari frazioni in salita dei prossimi giorni. Una ghiotta occasione per gli specialisti delle volate e per il campione italiano Elia Viviani, che dopo la beffa di Orbetello è alla disperata ricerca della tanto attesa vittoria in maglia tricolore.La tappa è subito movimentata da Luca Covili (Bardiani-CSF) e dal giapponese Sho Hatsuyama (Nippo Vini Fantini Faizanè) che evadono dal gruppo principale e danno vita alla fuga di giornata. Il vantaggio dei battistrada raggiunge un massimo di quattro minuti sotto il pieno controllo delle squadre dei velocisti che cominciano ad organizzarsi e a scandire il ritmo della corsa. I due fuggitivi sono ripresi quando mancano 30 km all'arrivo con il gruppo che marcia compatto fino all'annunciata volata. Una terribile caduta all'ultimo km coinvolge anche il tedesco Ackermann che vola a terra. Rimangono davanti una decina di uomini per la volata finale, vince Arnaud Demare con uno sprint lunghissimo, Elia Viviani si deve accontentare del secondo posto, terzo posto per Caleb Ewan. Tutto invariato nella classifica generale con Valerio Conti, che conserva ancora la maglia rosa. Si riparte domani con la tappa Carpi-Novi Ligure di 221 km.CLASSIFICA GENERALE1) VALERIO CONTI MAGLIA ROSA2) PRIMOZ ROGLIC a 1'50''3) NANS PETERS a 2'21''11) VINCENZO NIBALI a 3'34''Segui già la nuova pagina Sport de ilGiornale.it?
    Berlusconi:

    Berlusconi: "Salvini nel Ppe? Mi impegnerò per trovare un accordo"


    A chi si unirà il drappello di europarlamentari della Lega eletti il prossimo 26 maggio? Grandi manovre in corso, anche se, per ovvie ragioni, prima bisogneà vedere i numeri. Silvio Berlusconi fa sapere che crede ancora "possibile trovare un accordo...

    A chi si unirà il drappello di europarlamentari della Lega eletti il prossimo 26 maggio? Grandi manovre in corso, anche se, per ovvie ragioni, prima bisogneà vedere i numeri. Silvio Berlusconi fa sapere che crede ancora "possibile trovare un accordo tra il Ppe e dei leader sovranisti come Orban e Salvini facendoli ragionare". In un'intervista all'agenzia Lapresse il leader di Forza Italia sottolinea che Orban e Salvini "da soli, con gli altri parlamentari sovranisti nel Parlamento, resteranno all"angolo". Di conseguenza, prosegue, "a loro converrà, per contare, trovare un accordo con il più importante partito europeo e aggiungere i loro voti a quelli popolari nel Parlamento europeo su temi sui quali si sia trovato preventivamente un accordo". Il Cavaliere assicura di voler lavorare per raggiungere questo risultato: "Io, che sono accusato di aver troppo talento per la mediazione, mi impegnerò per riuscirci".Berlusconi affronta anche il caso del dl sicurezza bis: "Il problema non sono i decreti, per altro magari scritti male. Il problema è quello del controllo dei centri città e delle periferie urbane. Questo governo si è occupato prevalentemente della frontiera meridionale, della protezione e della sicurezza sulle coste, un tema importante certo, ma ci si è dimenticati del resto, di altri luoghi di frontiera del nostro territorio. Nonostante le premesse non c'è stata alcuna svolta". Il leader di Forza Italia si sofferma anche sui fatti di cronaca che hanno visto la piccola Noemi restare per giorni tra la vita e la morte: "A Roma e a Napoli i casi di cronaca raccontano di violenze quotidiane e di un ordine pubblico a rischio. La storia di Noemi ci ha addolorato e angosciato. È stata una tragedia che ci deve spingere a mettere in campo nelle situazioni locali più rischiose una rete di prevenzione e di sicurezza. Preghiamo per lei e per tutti gli altri bambini che non meritano di soffrire".
    Marzabotto, la provocazione dei musulmani: festeggiano la fine del Ramadan di fronte alla Cfhiesa

    Marzabotto, la provocazione dei musulmani: festeggiano la fine del Ramadan di fronte alla Cfhiesa


    Marzabotto, settemila anime in provincia di Bologna. Qui, sabato 1 giugno, nelle stesse ore in cui a Madrid si giocherà la finale di Champions League tra Liverpool e Tottenham, nella piazza antistante la Chiesa di San Giuseppe e San Carlo - Piazza...

    Marzabotto, settemila anime in provincia di Bologna. Qui, sabato 1 giugno, nelle stesse ore in cui a Madrid si giocherà la finale di Champions League tra Liverpool e Tottenham, nella piazza antistante la Chiesa di San Giuseppe e San Carlo - Piazza Martiri delle Fosse Ardeatine - "l'associazione culturale musulmana e la comunità araba invita tutta la cittadinanza all'iftar del Ramadan".È quanto si legge, infatti, nel manifesto che pubblicizza l'evento, rilanciato anche su Fabebook. "Il primo giugno, alle ore 20:00, nella piazza di fronte alla Chiesa". L'iftar altro non è che il pranzo serale dei musulmani, che interrompe il digiuno quotidiano durante il mese sacro. Mese sacro che termina appunto con il tramonto di sabato primo giugno.Nulla di male, ci mancherebbe. Fa solo strano quel "nella piazza di fronte alla Chiesa", che sa di provocazione e sfida, perché gli anni scorsi l'evento finale del Ramandan, in quel di Marzabotto, si è sempre tenuto in un parco, quello di via Bottonelli, dedicato alla memoria di Peppino Impastato. E dunque, perché cambiare location e scegliere lo spiazzo a due passi di numero dal sagrato?Scartabellando sul sito del comune di Marzabotto, siamo riusciti a contattare la persona indicata come il referente dell'associazione culturale islamica per l'integrazione a Marzabotto, che però ci dice essere solo l'ex presidente, motivo per il quale è poco informato. Ciò detto e ciò nonostante, (r)assicura: "Qualsiasi cosa venga fatta, chiediamo sempre l"autorizzazione, sennò non possiamo fare niente". Ci dice, gentilmente, che si premura di farci avere il contatto dell"attuale presidente, ma non siamo più stati contattati.Abbiamo contattato invece il sindaco Romano Franchi, che il 26 maggio - sostenuto ancora una volta da una lista civica sospinta dal Partito Democratico e dall'intero centrosinistra - punta dritto al terzo mandato. E il primo cittadino, a nostra domanda se fosse o meno al corrente, ci dice di non aver ancora visto quel manifesto. Insomma, non ne saprebbe niente. Poi, polemicamente, ci chiede di non insistere con le domande circa l'autorizzazione e la scelta di celebrare la fine del mese sacro islamico proprio di fronte alla Chiesa del Paese: "Non le posso rispondere, perché non so. È inutile che insiste, prima mi devo informare".Non sappiamo perciò se la comunità musulmana abbia fatto richiesta per l'autorizzazione al Comune. Ma se il sindaco non ne sa niente, come ci ha detto, presumiamo di no. Però, ci mancherebbe, potremmo anche sbagliare....Resta però il fatto che sul manifesto c'è scritto nero su bianco "nella piazza di fronte alla Chiesa" e l'interrogativo se sia o meno opportuno come luogo per celebrare la fine del RamadanInterrogativo al quale il candidato sindaco del centrodestra Morris Battistini (Forza Italia) risponde così: "Una provocazione inutile. Chiunque ha il diritto di manifestare il proprio culto, ma senza scivolare in provocazioni inutili". E gli fa eco, infine, il deputato "azzurro" Galeazzo Bignami: "Credo che se qualcuno vuole celebrare le proprie ricorrenze può ovviamente farlo, ma decidere di svolgerlo davanti ad una Chiesa la trovo una inutile provocazione. A questi signori chiedo cosa sarebbe successo se i cristiani avessero deciso di festeggiare il Natale davanti ad una moschea di un paese arabo".
    Ecco il taglio sulle pensioni. L'Inps dà il via allo

    Ecco il taglio sulle pensioni. L'Inps dà il via allo "scippo"


    Il taglio delle pensioni è ormai arrivato. L'Inps ha dato la conferma: dall'1 giugno scatta la sforbiciata. Il taglio sarà due fronti (come voluto dalla sponda grillina dell'esecutivo). Da un lato ci sarà la sforbiciata dovuta al blocco delle...

    Il taglio delle pensioni è ormai arrivato. L'Inps ha dato la conferma: dall'1 giugno scatta la sforbiciata. Il taglio sarà due fronti (come voluto dalla sponda grillina dell'esecutivo). Da un lato ci sarà la sforbiciata dovuta al blocco delle rivalutazioni voluta dal governo, dall'altro ci sarà il taglio sugli assegni d'oro. Una doppia mazzata. Nel primo caso gli importi verranno ridotti della quota che era stata versata nei primi tre mesi dell'anno con rivalutazione più alta dovuta al mancato adeguamento degli importi da parte dell'Inps come stabilito dalla legge di Bilancio approvata il 30 dicembre del 2018. Nel secondo caso scatterà la mannaia su tutte quelle pensioni da 100mila euro lordi in su. A comunicare l'imminente taglio è stato l'istituto di previdenza sociale con il messaggio 1926/2019. Di fatto su almeno cinque aliquote marginali, eccedenti la quota dei 100mila euro, il taglio sarà da un minimo del 15 per cento ad un massimo del 40 per cento. Il taglio avrà durata quinquennale e riguarderà 24mila pensionati.Da queste sforbiciate, come ricorda ilSole24Ore, sono previsti 45 milioni di surplus per le casse dello Stato. Nel dettaglio la sforbiciata sarà articolato in questo modo: il taglio sarà del 15% per la quota di assegni tra 100.000 e 130 mila euro fino ad arrivare al 40% per la quota oltre 500 mila euro. I tagli saranno del 30% per la quota di importo da 200.000 a 350.000 euro; del 35% per la quota di importo da 350.000 a 500.000 euro; del 40% per la quota di importo eccedente i 500.000 euro. Secondo una simulazione de Il Sole su una pensione da 120mila euro lordi annuali il taglio per un anno ammonterebbe a 1.710 euro al netto dell'Irpef. Si tratta di una riduzione netta che partirà già con meno 131,5 euro sul cedolino di giugno. In termini percentuali le riduzioni potrebbero ammontare all'1,36 per cento per la fascia che va da 100mila euro e toccherà il 24 per cento per tutti i pensionati che sfondano la soglia dei 500mila euro lordi.A riparo dalle sforbiciate sono tutti i pensionati che sono andati in pensione con un calcolo totalmente contributivo. Per quanto riguarda la rivalutazione degli assegni il taglio per quelli da 1.522 euro lordi fino ai 2000 lordi resta inferiore all'euro. sarà di 5 euro per gli assegni tra i 2000 e i 2500 euro lordi e di 25 euro per i ratei che superano i 5mila lordi. Le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra e l'avvocato Luca Cavenari dello Studio Dirttissimo (inforicorsipensioni@gmail.com) a ilGiornale.it spiega in che modo è possibile opporsi a questo vero e proprio prelievo forzoso: "A titolo di esempio, un pensionato che percepisce poco piu" di 10.000 Euro lorde al mese di pensione, vede, nel mese di giugno, una decurtazione superiore a Euro 400. Tale applicazione cumulata delle decurtazioni decorrenti dal 1 gennaio 2019 rende ancora piu" accentuata la lesione ai diritti di questi pensionati. Ci apprestiamo a presentare alla Corte dei Conti o al Tribunale Ordinario del Lavoro, a seconda che si tratti di pensionati ex dipendenti pubblici, ovvero di privati. Le norme approvate con la Legge di Bilancio per il 2019 reiterano precedenti norme sui tagli. In definitiva, si tratta di norme che non solo violano il principio costituzionale di certezza del diritto ma violano manifestamente proprio il divieto di reiterazione sancito dalla Corte Costituzionale, nonché la tutela dell"integrità della pensione, costituzionalmente tutelata". L'1 giugno i pensionati scenderanno in piazza.

    "Mi hai cambiato la vita". La Venier chiama Galeazzi che si commuove in diretta tv


    A Storie italiane è apparso, in un collegamento da casa con Eleonora Daniele, il giornalista Giampiero Galeazzi, noto al pubblico per le sue collaborazioni in qualità di cronista in alcune trasmissioni sportive, tra cui Dribbling. Galeazzi,...

    A Storie italiane è apparso, in un collegamento da casa con Eleonora Daniele, il giornalista Giampiero Galeazzi, noto al pubblico per le sue collaborazioni in qualità di cronista in alcune trasmissioni sportive, tra cui Dribbling. Galeazzi, soprannominato "Bisteccone", ha recentemente fatto chiarezza circa il rumor che lo vedeva affetto dal "morbo di Parkinson". "Non ho il morbo di Parkinson, ho il diabete", aveva rivelato in una puntata di Domenica in. Giampiero era riuscito a ricongiungersi con Mara Venier, in occasione di una sua ospitata al programma domenicale di Rai 1.E, nel nuovo appuntamento tv di Storie italiane, il giornalista Galeazzi ha parlato del legame d'amicizia che ha con la "zia d'Italia".Mara Venier commossa per Giampiero Galeazzi a "Storie Italiane"Lo scorso 18 maggio Giampiero Galeazzi ha celebrato il suo 73esimo compleanno, che la conduttrice Eleonora Daniele ha voluto festeggiare nel suo talk-show. L'intervistato è stato sorpreso da Mara Venier, la quale è voluta intervenire per il giornalista in un collegamento telefonico. "Mi hai cambiato la vita, sembrava finito questo rapporto e dopo 20 anni ci siamo riuniti in trasmissione e siamo sempre gli stessi" ha dichiarato "il Bisteccone", rivolgendosi alla sua amica Venier.La risposta di "zia Mara" alle parole di Galeazzi rappresentano un insegnamento di vita per i telespettatori di Storie italiane. "Alcuni sono amici soltanto quando le cose vanno bene, quando hai un programma, quando hai successo. Tra me e Giampiero è nata un"amicizia fraterna, che va avanti da 25 anni. Un"amicizia vera, basata sul rispetto e la complicità, sulla voglia di stare insieme. Per me Giampiero è uno della mia famiglia, Domenica In non c"entra". Infine la Venier ha chiuso commossa il collegamento tv, con un saluto per Galeazzi: "Ti voglio bene, amore mio!".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it su Facebook?
    La contestatrice agli agenti:

    La contestatrice agli agenti: "I miei nonni uccisi dai fascisti. Da che parte state voi?"


    "I miei nonni sono morti per colpa dei fascisti. Da che parte state voi?". Così ieri una contestatrice che manifestava a Bologna contro il comizio di Forza Nuova ha apostrofato alcuni agenti in tenuta antisommossa."Vergognatevi. Non ho vent"anni, non...

    "I miei nonni sono morti per colpa dei fascisti. Da che parte state voi?". Così ieri una contestatrice che manifestava a Bologna contro il comizio di Forza Nuova ha apostrofato alcuni agenti in tenuta antisommossa."Vergognatevi. Non ho vent"anni, non sono una studentessa, hai capito?" ha aggiunto la donna di 55 anni che, poi, ha provocato direttamente un poliziotto. "Mi vuoi menare? Non me ne frega niente, menami!", ha urlato prima di tentare di superare il cordone delle forze dell'ordine. La contestatrice, come si vede dal video pubblicato sul sito del Corriere, è caduta mentre i poliziotti cercavano di bloccarle il passaggio e,in seguito, è stata identificata e rilasciata. A difesa del comportamento degli agenti si è schierato Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) che si è complimentato con i colleghi che "con immensa professionalità e nel rispetto della legalità, sono riusciti ad identificare l"autrice della resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale". "Auspichiamo - conclude - che coloro i quali durante il corteo non hanno rispettato la legge, siano censurati adeguatamente e che, con il Decreto Sicurezza Bis in via di approvazione, si fortifichino le tutele nei confronti delle Forze dell"Ordine, poiché nessuno deve sentirsi legittimato ad oltraggiare ed offendere chi veste una divisa".
    Proiettile in busta per Salvini:

    Proiettile in busta per Salvini: "Non ho paura, vado avanti"


    Ancora Matteo Salvini nel mirino. In questi mesi il ministro degli Interni ha ricevuto parecchie minacce, ma adesso c'è chi alza il tiro in modo inquietante. Una busta con un proiettile calibro 9 infatti è stata spedita proprio al titolare del...

    Ancora Matteo Salvini nel mirino. In questi mesi il ministro degli Interni ha ricevuto parecchie minacce, ma adesso c'è chi alza il tiro in modo inquietante. Una busta con un proiettile calibro 9 infatti è stata spedita proprio al titolare del viminale. La busta è stata intercettata al Centro di Smistamento Postale di Roma, nella zona di piazzale Ostiense. Il pacco con il proiettile è stato immediatamente sequestrato dagli artificieri della polizia di Stato.Il pacco di fatto ha insospettito subito gli investigatori perché sulla busta non era presente l'annullo postale e un mittente. Di fatto nella busta non era presenti, nè all'esterno neè all'interno, messaggi di rivendicazione. Il ministro ha commentato così quanto accaduto: "Non mi fanno paura e non mi fermo. Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica". In questi mesi di permanenza al governo, la Lega è stata bersagliata da diverse minacce e da diversi episodi intimidatori. Diverse sedi del carroccio sono state prese d'assalto con molotov e con messaggi minatori. A questo vanno aggiunti tutti i cartelli nelle manifestazioni in cui è stato paragonato il ministro Salvini al Duce in piazzale Loreto. La tensione su questo fronte continua a salire anche tenendo conto dei toni sempre più aspri della campagna elettorale. L'odio anti-Lega dunque adesso alza il tiro e si manifesta anche con una busta con un proiettile. Il ministro comunque tira dritto e non si lascia intimidire da queste minacce: "Io vado avanti", ha affermato. Ora la polizia cerceherà di capire quale possa essere il mittente della busta.
    Ligabue si racconta:

    Ligabue si racconta: "Temevo di non poter più cantare"


    A 10 mesi da un compleanno molto importante e a un passo dal tour negli stadi italiani, Ligabue si rivela dopo un periodo di silenzio fra le pagine di Vanity Fair. In una lunga intervista, il celebre cantautore italiano, racconta la sua operazione alle...

    A 10 mesi da un compleanno molto importante e a un passo dal tour negli stadi italiani, Ligabue si rivela dopo un periodo di silenzio fra le pagine di Vanity Fair. In una lunga intervista, il celebre cantautore italiano, racconta la sua operazione alle corde vocali e la paura di dover appendere al chiodo il plettro e il microfono."Certo che ho avuto paura di non poter tornare a cantare: se la porta dietro chiunque debba subire quel tipo di operazione. Da un lato c'è un esercito di persone a rassicurarti, "lo fanno tutti", "non ti preoccupare", "la voce dopo è meglio di prima". Dall'altro ci sei tu che devi provarlo sulla tua pelle. Devi fidarti, ma la voce è il tuo strumento e quindi ti ripeti: "adesso lo vediamo come va, lo vediamo veramente," racconta Ligabue. "Nella prima settimana comunicavo soltanto con i tablet, e il silenzio di quei giorni non solo non me lo sono scordato, ma non mi è dispiaciuto", continua. "C'era un senso di solitudine amplificato. A volte tutti abbiamo bisogno di saper ascoltare noi stessi e gli altri, ma per riuscirci abbiamo bisogno di più tempo e di più silenzio."Interrogato poi su i suoi esordi, Ligabue ricorda le sensazioni che ancora oggi si porta dietro in ogni tour e in ogni album di studio. "Ricordo l'incoscienza del primo anno. Ero Immerso in un mondo che non conoscevo ancora, vivevo quel che accadeva con leggerezza. Dopo magari sono arrivati successi più appaganti, ma quella libertà non l'ho più ritrovata. Il successo può restituirti un'euforia di fondo, ma non rende per forza felici," afferma al settimanale. "Diamo spesso per scontato quello che abbiamo e ci spaventiamo quando pensiamo di perderlo. Credo di avere un impatto forte con il pubblico. Ci fidiamo l'uno dell'altro e l'idea che in questo rapporto qualcosa si possa incrinare mi inquieta",continua Ligabue durante l"intervista. "Insicuro? Lo sono sempre stato. Mio padre, un uomo che cambiò tantissimi lavori e proprio come mia madre si fidava della vita, non si capacitava di avere un figlio timido. Questa eredità oggi è il mio presente", conclude.
    Il Vaticano sul caso Lambert:

    Il Vaticano sul caso Lambert: "Grave violazione della dignità"


    Il Vaticano ha detto la sua, tramite le vie ufficiali, sul caso di Vincent Lambert, l'uomo tetraplegico e in stato semi-vegetativo, ricoverato nell'ospedale di Reims, in Francia, sul quale sono già intervenuti, attorno alle 13 di ieri, sia papa...

    Il Vaticano ha detto la sua, tramite le vie ufficiali, sul caso di Vincent Lambert, l'uomo tetraplegico e in stato semi-vegetativo, ricoverato nell'ospedale di Reims, in Francia, sul quale sono già intervenuti, attorno alle 13 di ieri, sia papa Francesco sia il cardinal Sarah.Durante la giornata di ieri, era arrivata la notizia dell'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione da parte dei medici. Poi in serata la svolta: la Corte d'appello ha disposto il ripristino delle cure. Ma la vicenda non smette di far parlare di sè, pure perché rischia di rappresentare un precedente. E la Santa Sede ha optato per intervenire in maniera ancora più chiara.A dire la loro sul caso Lambert, come riporta l'Agi, sono stati il cardinale Farrell e mons. Vincenzo Paglia, che è il presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Il giudizio è netto: lo "stato vegetativo" - si legge - non "compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione". Lo stop alle cure, insomma, non è giustificabile in circostanze di questo tipo secondo il Vaticano. Tanto il presule italiano quanto il porporato americano comunicano di condividere i ragionamenti e le riflessioni avanzati ieri da altri alti ecclesiastici della Chiesa cattolica. Alimentazione e idratazione, in casi come quello di Vincent Lambert, non possono essere sottoposte a interruzioni di sorta, altrimenti il quadro rientra - sempre per la Santa Sede - nella fattispecie della "grave violazione della dignità".Vincent Lambert è ancora vivo, ma l'esito di questa storia sembra ancora tutto da chiarire. Da piazza San Pietro - si apprende sempre sull'agenzia citata - hanno garantito pure il supporto e la preghiera del papa.
    Torna libera la ragazza che ha ucciso il padre violento.

    Torna libera la ragazza che ha ucciso il padre violento. "Ha agito per difendersi"


    Torna libera Deborah Sciacquatori, la ragazza di 19 anni accusata di aver ucciso il padre domenica scorsa a Monterotondo, in seguito all"ennesimo litigio con l'uomo.La Procura di Tivoli ha spiegato che l'atto "si può qualificare allo stato come episodio...

    Torna libera Deborah Sciacquatori, la ragazza di 19 anni accusata di aver ucciso il padre domenica scorsa a Monterotondo, in seguito all"ennesimo litigio con l'uomo.La Procura di Tivoli ha spiegato che l'atto "si può qualificare allo stato come episodio di eccesso colposo" e secondo il procuratore Francesco Menditto vi sono già gli elementi per definire la legittima difesa. Deborah, infatti, ha colpito il papà con un coltello da cucina per proteggere se stessa, la mamma e la nonna materna dalle continue violenze del genitore."Papà fermati, non fare più niente". Lo avrebbe detto Deborah, padre Lorenzo, ex pugile di 41 anni, nel corso della lite che poi la porterà a reagire e a colpire a morte alla nuca l'uomo con la lama. Ma la 19enne dopo aver affondato il colpo, gli avrebbe detto:"Non mi lasciare, ti voglio bene".Queste parole, spiega il procuratore Menditto, "sono state confermate anche dai testimoni presenti al momento dei fatti". "Deborah - ha aggiunto Menditto - nel corso dell'interrogatorio ha pianto tantissimo". Importante è anche un passaggio dell'interrogatorio di Antonietta, la mamma di Deborah, che ha spiegato ai magistrati di "non aver denunciato nuovamente l'uomo perchè aveva il terrore che le autorità le avrebbero tolto la figlia"."Non possiamo colpevolizzare Deborah per non aver denunciato prima e neanche sua madre, forse siamo responsabili anche noi, le istituzioni che non sono riuscite a riscuotere la fiducia necessaria" . A dirlo è sempre procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, rispondendo alle domande dei cronisti presenti alla conferenza stampa. Una denuncia che in realtà era stata presentata da Antonietta, mamma di Deborah, nel 2014. Per quell'episodio Lorenzo Sciacquatori, era stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti.
    Lega-M5s e i sondaggi segreti per lasciarsi o restare insieme

    Lega-M5s e i sondaggi segreti per lasciarsi o restare insieme


    Ci sono due numeri da tenere d'occhio domenica prossima: 30 e 20. Sono i due valori a cui guardano con attenzione le segreterie di Lega e M5s. Per Salvini il 30% è la soglia oltre la quale si apre il piano B, l'alternativa all'estenuante alleanza di...

    Ci sono due numeri da tenere d'occhio domenica prossima: 30 e 20. Sono i due valori a cui guardano con attenzione le segreterie di Lega e M5s. Per Salvini il 30% è la soglia oltre la quale si apre il piano B, l'alternativa all'estenuante alleanza di governo con i grillini, ovvero una maggioranza di centrodestra con Fdi. È uno scenario che è stato messo in conto dal quartier generale del ministro dell'Interno, ma che è condizionato non solo all'eventualità di un boom leghista il 26 maggio ma pure a quella di un exploit elettorale della Meloni (oltre che al via libera del Quirinale per elezioni anticipate ad ottobre). Per il M5s, invece, il punto cruciale è non scendere sotto il 20%, livello sotto il quale si aprirebbe inevitabilmente la crisi non solo della leadership di Di Maio ma del governo di Giuseppe Conte, già nel mirino dai falchi leghisti (vedi Giorgetti). A sei giorni dall'apertura delle urne i sondaggi sono banditi, ma questo non significa che i partiti non li stiano commissionando. E l'ultimo in mano alla Lega, prodotto da un noto istituto di rilevazioni, ha fatto accendere la spia rossa sul cruscotto leghista. Infatti Salvini si mostra molto prudente: "Se l'anno scorso ho preso il 17%, ora, a queste elezioni tutto quello che c'è sopra è già un successo, dal 18, al 19... . Ma andremo oltre e posso solo ringraziare gli italiani" dice intervistato da Quarta Repubblica. Sotto il 30% sarebbe un insuccesso? Risposta: "No". Il modulo all'attacco seguito dal M5s nelle ultime settimane, sparare senza pietà contro la Lega, sembra invece stia funzionando nell'arginare l'emorragia di consensi registrata negli ultimi mesi, anche se il 32% delle politiche 2018 è lontanissimo.Che succederà dunque il 27 mattina, a urne chiuse e conti fatti? Dal piano B, quello con la Lega sopra il 30% che rompe i ponti con i grillini, magari precipitati sotto il 20%, si tornerebbe al piano A, che poi è lo scenario dato come più probabile: continuare con il governo gialloverde. Se la forchetta tra i due non sarà enorme mancheranno le condizioni per far saltare il banco, Salvini e Di Maio dovranno fare buon viso a cattivo gioco e portare avanti il matrimonio (metafora usata dal leader leghista che si è scelto il ruolo di "marito"). Fonti parlamentari leghiste derubricano le risse degli ultimi giorni come l'ultima coda della campagna elettorale, sicuri che i toni rientreranno dopo il voto. Il riavvicinamento delle ultime ore, con Salvini che smorza le accuse rivolte a Conte da Giorgetti, conferma l'intenzione di non rompere l'asse. Il mantenimento dello status quo verrà giustificato con la retorica della responsabilità, dell'unico governo compatibile con i numeri in Parlamento, del patto sottoscritto con un contratto e onorato fino in fondo (Di Maio ieri: "Questo governo andrà avanti per altri quattro anni. La Lega tornerà a essere meno scontrosa dopo il 26 maggio"). In ambienti M5s si accredita anche un'altra versione sulla volontà di pace di Salvini. E cioè il timore che in un altro esecutivo con la Lega in ruolo trainante, il premier designato potrebbe non essere lui, ma un uomo più di collegamento come appunto Giorgetti, figura più tecnica e più tranquillizzante per i mercati con la finanziaria di fine anno da affrontare. Mentre i leghisti scommettono sul fatto che i grillini vogliano tenersi strette le poltrone di governo che, senza alleanze, difficilmente potrebbero rivedere. I numeri che usciranno dalle urne però cambieranno, se non la maggioranza di governo, certamente i rapporti di forza in quella attuale. Spiegano fonti vicine al leader leghiste che se Salvini uscisse con un margine ampio rispetto al M5s, l'agenda del governo si adeguerebbe di conseguenza. Le priorità leghiste già nero su bianco nel contratto di governo - dalla flat tax all'autonomia alla gestione degli sbarchi -, non potrebbero più essere messe in discussione dai grillini nel tentativo di sabotarle, con una Lega nuovo azionista di maggioranza dell'esecutivo. Salvini a quel punto avrebbe la forza di porre un aut aut, per esempio sul taglio delle tasse: o mantenete gli accordi o si va a elezioni. A quel punto avrebbe un pretesto per rompere, dando la colpa ai grillini. L'exit strategy perfetta per un matrimonio malriuscito.
    Rovigo, rogo sul bus di studenti: l'autista mette tutti in salvo

    Rovigo, rogo sul bus di studenti: l'autista mette tutti in salvo


    L'incendio di questa mattina nei paraggi di Rovigo poteva trasformarsi in tragedia, ma l'autista dell'autobus che ha preso fuoco si è reso protagonista di un intervento da 10 e lode. È successo verso le ore 7.30 precisamente in via Scavazza a Giacciano...

    L'incendio di questa mattina nei paraggi di Rovigo poteva trasformarsi in tragedia, ma l'autista dell'autobus che ha preso fuoco si è reso protagonista di un intervento da 10 e lode. È successo verso le ore 7.30 precisamente in via Scavazza a Giacciano con Baruchella, dove un pullman di linea è andato in fiamme: il conducente si è immediatamente reso conto che qualcosa non stesse andando; perciò ha interrotto la marcia del mezzo e ha provveduto con calma a far scendere gli studenti a bordo per poi iniziare le prime operazioni di spegnimento. L'autobus di Busitalia era partito da Bovolenta (Padova) - riporta Il Gazzettino.Tragedia evitata a RovigoSi è trattato di un gesto provvidenziale, senza il quale ora si potrebbero contare una 20ina di morti. Due squadre di vigili del fuoco, accorse da Castelmassa e Rovigo, si sono immediatamente recate presso la SR 482 per neutralizzare le fiamme del bus, andato infine completamente distrutto. Anche il personale del Suem è giunto sul luogo dell'accaduto, ma non è stato necessario portare nessuno al pronto soccorso. Sul posto sono prontamente arrivate anche le forze dell'ordine, che hanno deviato il traffico per consentire tutte le operazioni e i rilievi del caso. Le operazioni sono terminate dopo circa un'ora e mezza, con la relativa rimozione del mezzo. Le cause dell'incendio non sono ancora note.Nel centro cittadino si è diffuso un odore acre di plastica e ferro bruciati: anche a chilometri di distanza è stato possibile vedere l'intera colonna di fumo.
    Depistaggi su Cucchi, ora Arma e Difesa chiedono di costituirsi parte civile

    Depistaggi su Cucchi, ora Arma e Difesa chiedono di costituirsi parte civile


    L'Arma dei carabinieri e il ministero della Difesa hanno presentato istanza per costituirsi come parti civili nell'ambito del filone dell'inchiesta sui presunti depistaggi nel caso di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009. "Dopo 10 anni oggi è una...

    L'Arma dei carabinieri e il ministero della Difesa hanno presentato istanza per costituirsi come parti civili nell'ambito del filone dell'inchiesta sui presunti depistaggi nel caso di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009. "Dopo 10 anni oggi è una giornata significativa e sono davvero emozionata per la decisione dell'Arma dei Carabinieri, è una cosa senza precedenti", ha detto Ilaria Cucchi commentando così la decisione. "Dedico questo a chi continua a insinuare che la famiglia Cucchi sia contro i Carabinieri e viceversa" ha aggiunto.Nel corso dell'udienza preliminare hanno chiesto di costituirsi fra le parti civili - oltre ai genitori e la sorella Ilaria - anche la polizia penitenziaria, Cittadinanzattiva, il Sindacato dei Militari e l'appuntato Riccardo Casamassima, il teste che con le sue rivelazioni fece riaprire il caso. La decisione del giudice è attesa per la prossima udienza del 17 giugno.L'inchiesta depistaggiIl pm Giovanni Musarò contesta agli imputati i reati di falso ideologico, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia in riferimento anzitutto a quelle condotte che portarono a modificare le due annotazioni di servizio, redatte all'indomani della morte di Cucchi e relative allo stato di salute del ragazzo quando, la notte tra il 15 e 16 ottobre 2009, a pestaggio avvenuto, venne portato alla caserma di Tor Sapienza.E alla mancata consegna in originale di quei documenti che la magistratura aveva sollecitato ai carabinieri nel novembre del 2015, quando era appena partita la nuova indagine e i tre agenti della polizia penitenziaria, all'inizio della vicenda accusati e finito sotto processo per le botte, erano stati definitivamente assolti dalla Cassazione. Per tutti l'accusa è di falso.Con una lettera all"Avvocatura dello Stato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ora dato via libera al Viminale per costituirsi parte civile nel processo Cucchi.
    Torino, nigeriano morde poliziotto e gli strappa la falange

    Torino, nigeriano morde poliziotto e gli strappa la falange


    Ifada Elvis, un nigeriano di 23 anni irregolare sul territorio italiano e pregiudicato, è stato arrestato dopo avere aggredito un poliziotto mordendolo al dito e strappandogli una falange. L'episodio è avvenuto questa mattina a Torino, dopo che il...

    Ifada Elvis, un nigeriano di 23 anni irregolare sul territorio italiano e pregiudicato, è stato arrestato dopo avere aggredito un poliziotto mordendolo al dito e strappandogli una falange. L'episodio è avvenuto questa mattina a Torino, dopo che il giovane è stato fermato dagli agenti e portato in questura per essere identificato. L'immigrato potrà ora essere espulso grazie al decreto Sicurezza, che consente di allontanare i richiedenti asilo che delinquono e che non hanno diritto alla protezione.L'immigrato, un pregiudicato senza il permesso di soggiorno e con precedenti per spaccio e aggressione, è stato beccato mentre stava spacciando stupefacenti in un giardino della zona nord del capoluogo piemontese. Dopo essere stato arrestato, il nigeriano è stato portato in Questura per il foto segnalamento. È stato lì che ha dato in escandescenza. Mentre gli agenti stavano compilando la scheda sul delinquente, come racconta una fonte al Giornale.it, questo "ha iniziato a fare il pazzo" e, quando hanno cercato di ammanettarlo, ha aggredito un agente della squadra volante alla mano sinistra, strappandogli con un morso la prima falange dell'anulare sinistro. L'agente è stato subito portato al Centro traumatologico ortopedico di Torino ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico.Ifada Elvis potrà essere espulso grazie al decreto Sicurezza, che consente di allontanare i richiedenti asilo che delinquono e che non hanno diritto alla protezione. Lo straniero è in stato di arresto. Domani, come fanno sapere fonti del Viminale al Giornale.it, sarà già convocato dalla commissione territoriale per l'esame accelerato della sua richiesta di asilo. "Nessuna tolleranza per i delinquenti, sono felice che il decreto Sicurezza funzioni - ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini - ora è urgente intervenire col decreto Sicurezza cis per garantire più poteri e protezioni alle forze dell'ordine e contrastare gli scafisti"."È l'ennesimo grave episodio che vede sempre al centro stranieri che non hanno nulla da perdere", ha commentato il segretario nazionale del Siap, Pietro Di Lorenzo. Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Nel dicembre 2018, sempre a Torino, un nigeriano ha cercato di evitare l'identificazione aggredendo e mordendo un agente a una gamba. Il fatto è successo alla stazione di Porta Nuova durante un controllo da parte della Polizia. Un mese prima, questa volta a Udine, semre un nigeriano di 22anni, irregolare e senza fissa dimora, in questura ha aggredito un poliziotto morsicandogli una coscia. Stesso mese, ma siamo a Milano, ancora un'aggressione contro un agente da parte di uno straniero. "Oltre alla gravità del fatto, indice di una assoluta mancanza di timore e rispetto verso le forze di polizia - ha continuato Di Lorenzo - lo status dei cittadini stranieri responsabili. Per la quasi totalità irregolarmente presenti in Italia ed ai margini della società e delle città".Da tempo le forze dell'ordine stanno chiedendo garanzie funzionali e pene esemplari per chi aggredisce gli operatori delle forze dell'ordine. E proprio in questa direzione va il decreto Sicurezza bis che in queste ore i Cinque Stelle stanno facendo di tutto per osteggiare. "Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato - ha, infine, concluso Di Lorenzo - e ci chiediamo fino a quando dovremo combattere questi atti barbari consapevoli che resteranno sostanzialmente impuniti".
    Jazzma Kendrick da urlo: l'ex fiamma di Vieri è scatenata

    Jazzma Kendrick da urlo: l'ex fiamma di Vieri è scatenata


    Jazzma Kendrick è una sexy modella che anni fa ha fatto perdere la testa all'ex attaccante di Inter, Juventus e Milan Christian Vieri. La storia tra il bomber azzurro e la giunonica pantera americana si è conclusa più di due anni fa dato che nella...

    Jazzma Kendrick è una sexy modella che anni fa ha fatto perdere la testa all'ex attaccante di Inter, Juventus e Milan Christian Vieri. La storia tra il bomber azzurro e la giunonica pantera americana si è conclusa più di due anni fa dato che nella vita e nel cuore di Bobo è poi entrata la sua attuale compagna Costanza Caracciolo che l'ha anche reso padre della piccola Stella. La bella americana, nata a Miami in Florida è molto attiva sui social con il suo profilo Instagram che sta davvero avendo molto successo con i follower che stanno aumentando sempre di più e che oggi superano i 310.000 seguaci.Vieri, qualche tempo fa, ospite del programma "E poi c'è Cattelan", aveva parlato così di una sua ex fiamma: "Ah, questa mi picchiava, veniva con una frusta ed io scappavo. Con questa ci dovevi stare minimo tre o quattro ore, altrimenti s"arrabbiava". Se l'ex Atletico Madrid e Monaco si riferisse alla stupenda Jazzma non è dato a sapere anche se qualche dubbio viene. La Kendrick, nel frattempo, sembra aver ampiamente dimenticato il suo ex fidanzato e sta facendo letteralmente impazzire i suoi tanti fan con alcuni video e scatti hot, sexy e provocanti. Gli ultimi video sulla spiaggia, in bikini e in riva al mare hanno scatenato i suoi follower con una miriade di like e con commenti di svariato genere.[[gallery 1698675]]
    Cina, opposizione alla generalizzazione del concetto di

    Cina, opposizione alla generalizzazione del concetto di "sicurezza nazionale"


    Lo scorso giovedì, pur senza alcuna prova concreta, il Dipartimento del commercio statunitense ha dichiarato di voler inserire Huawei - insieme ad altre 70 compagnie da essa controllate - nella "entity list", ovvero la lista nera che, di fatto, ha come...

    Lo scorso giovedì, pur senza alcuna prova concreta, il Dipartimento del commercio statunitense ha dichiarato di voler inserire Huawei - insieme ad altre 70 compagnie da essa controllate - nella "entity list", ovvero la lista nera che, di fatto, ha come obiettivo quello di mettere i bastoni tra le ruote al colosso cinese. Con questa decisione, il governo americano sta cercando di impedire a Huawei l'acquisto di tecnologie e componenti da aziende americane.Gli Usa hanno così avviato una manovra a tenaglia che ha un triplice obiettivo:Spezzare il canale in cui scorre la linfa vitale di HuaweiContenere lo sviluppo dell'hi-tech in CinaSalvaguardare la posizione egemonica degli Usa nel settore tecnico-scientificoSpiazzando Washington, Huawei ha però subito attivato il suo "piano B" - pronto da oltre dieci anni - grazie al quale è riuscita a garantire la sicurezza strategica e la fornitura ininterrotta della maggior parte dei suoi prodotti.Gli effetti della decisione UsaLa strategia di Washington non gioverà a garantire né la sua supremazia né la sua sicurezza. Anzi: ha provocato gravi conseguenze alle società americane che cooperano con Huawei, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, danneggiando la cooperazione all'interno della catena di fornitura globale e provocando gravi problemi allo sviluppo e al progresso del settore tecnico-scientifico.Il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel ed altri leader europei hanno annunciato di non volere seguire gli Usa nell'"ordine di blocco" contro Huawei.Il 16 maggio, il portavoce del ministero del Commercio cinese Gao Feng - facendo riferimento all'ordine esecutivo emesso recentemente dagli Usa sulle limitazioni imposte alle transazioni con Huawei ed altre società - ha affermato che la parte cinese si oppone alla generalizzazione del concetto di "sicurezza nazionale" e all'abuso di misure di controllo d'esportazione e salvaguarderà fermamente i diritti legittimi delle aziende cinesi."Ci opponiamo decisamente all"attuazione di sanzioni unilaterali basate sulle leggi nazionali da parte di qualsiasi paese contro entità cinesi, nonché alla generalizzazione del concetto di 'sicurezza nazionale' ed all'abuso di misure di controllo sull'import-export". Gao Feng ha poi aggiunto che Pechino invita Washington a porre fine a questo comportamento errato, in modo da evitare di avere ulteriori impatti negativi sulle relazioni economico-commerciali tra Cina e Stati Uniti.Perché gli Usa hanno bisogno di HuaweiLo scorso 17 maggio il New York Times ha pubblicato un articolo a firma di Chen Lifang, membro del Consiglio d'amministrazione e vicepresidente senior di Huawei, nel quale si legge che gli Usa hanno bisogno di questo colosso cinese e che il divieto imposto a Huawei potrà solo frenare l"innovazione e ridurre la concorrenza, alzare i prezzi e impedire ai consumatori e alle imprese statunitensi di ottenere le tecnologie di telecomunicazione più avanzate, non potrà in alcun modo rendere la rete digitale degli Stati Uniti più sicura.Nel suo articolo, intitolato Gli Usa hanno bisogno di Huawei, Chen Lifang afferma che il colosso cinese acquista ogni anno più di 11 miliardi di dollari di beni e servizi dagli Stati Uniti e che, di conseguenza, il divieto totale di attrezzatture Huawei costerà agli Usa decine di migliaia di posti di lavoro.Nell"articolo viene sottolineato che l"amministrazione Trump deve sospendere il divieto imposto a Huawei ed esaminare e tutelare la sicurezza della rete di comunicazione americana all'interno di una cornice trasparente.La retromarcia degli UsaOggi, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato che concederà una licenza temporanea di 90 giorni a Huawei e ai suoi partner in modo tale da completare l'attuale fase di assestamento.Lo stesso giorno, il fondatore di Huawei Ren Zhengfei ha rilasciato un'intervista alla stampa cinese presso la sede generale dell'azienda a Shenzhen, affermando che la "licenza temporanea di 90 giorni" degli Stati Uniti non ha molto senso per il colosso cinese: "La cosa più importante è fare al meglio tutto ciò che è in nostro potere".Lo stesso Ren Zhengfei ha poi affermato che i politici statunitensi hanno sottovalutato la forza di Huawei e che la tecnologia 5G del colosso cinese non subirà ripercussioni. Nei "periodi di pace", infatti, la metà dei chip di Huawei è stata importata dagli Usa, mentre l"altra metà è stata realizzata dall"azienda stessa. La compagnia cinese è quindi in grado di produrre gli stessi chip realzzati negli Stati Uniti. Anche se questo non significa per forza di cose che non ne acquisterà più di nuovi.
    La Camera boccia l'emendamento per salvare Radio Radicale

    La Camera boccia l'emendamento per salvare Radio Radicale


    La Commissione Bilancio e Finanze della Camera ha dichiarato inammissibili gli emendamenti - compreso quello della Lega - al dl Crescita che permettevano di salvare Radio Radicale con la proroga della convenzione.Insorgono le opposizioni con Renato...

    La Commissione Bilancio e Finanze della Camera ha dichiarato inammissibili gli emendamenti - compreso quello della Lega - al dl Crescita che permettevano di salvare Radio Radicale con la proroga della convenzione.Insorgono le opposizioni con Renato Brunetta di Forza Italia, secondo cui è "inaccettabile che venga messa a tacere la libertà informazione". "Il servizio pubblico va tutelato per permettere ai cittadini di conoscere e di partecipare alla vita pubblica", dice su Twitter il deputato azzurro, "Difendiamo la democrazia, Salviamo Radio Radicale""Faremo ricorso", assicura il deputato del Partito democratico, Filippo Sensi: "A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e diritto all'informazione? Si prendono una responsabilità gravissima", ha aggiunto. "È evidente che la maggioranza e soprattutto il Movimento 5 Stelle è decisa a chiudere una delle voci principali a disposizione dei cittadini da decenni. Come l'Agcom ha riconosciuto e come è chiaro per tutti Radio Radicale svolge un servizio pubblico inestimabile e il suo archivio è un patrimonio prezioso di questo Paese. Da oggi questo servizio non sarà più disponibile, per il capriccio prepotente di una forza politica che fa, in questo come in molti altri casi, il contrario esatto di quanto predica".
    Commemorazione della Strage di Capaci, Orlando:

    Commemorazione della Strage di Capaci, Orlando: "Non saluterò Salvini"


    "Una lapide in Sala delle Lapidi ricorda insieme le stragi del 23 maggio e del 19 luglio del 1992. Ricorda insieme le stragi di Capaci e di via D"Amelio". Il sindaco Leoluca Orlando prende la parola in merito alle ultime polemiche sul 23 maggio, giorno...

    "Una lapide in Sala delle Lapidi ricorda insieme le stragi del 23 maggio e del 19 luglio del 1992. Ricorda insieme le stragi di Capaci e di via D"Amelio". Il sindaco Leoluca Orlando prende la parola in merito alle ultime polemiche sul 23 maggio, giorno della strage di Capaci. "Il ricordo è un"occasione di memoria viva, non di un freddo ricordo - prosegue Orlando -. Una memoria viva che ci interroga e ci inquieta, per cercare di comprendere a che punto è il cambiamento culturale della nostra città e come questo percorso si inserisce nel più ampio percorso di cambiamento del nostro paese".Orlando assicura che: "Palermo è cambiata rispetto a 40 o 30 anni fa, quando la mafia poteva avere il volto delle istituzioni, la mafia poteva avere il volto della Chiesa, la mafia poteva avere il volto del Sindaco. Certamente è cambiata in questi 40 anni la Magistratura che applica le leggi e la Costituzione. Certamente è cambiato il sistema delle Forze dell"ordine che indaga e reprime comportamenti illeciti e criminali. Certamente è cambiata la Chiesa, come frutto anche del martirio di Don Pino Puglisi".Poi arriva la stoccata alla politica, reo di non aver seguito lo stesso passo. "Non vedo alcun motivo per cui il prossimo 23 maggio, come ho sempre fatto nella mia veste di Sindaco, non dovrei essere presente all'Aula Bunker, quella stessa Aula dove nel 1986 presentai la prima costituzione di Parte Civile del Comune di Palermo contro i boss mafiosi imputati nel maxi processo, istruito dal pool Antimafia di Caponnetto, Falcone e Borsellino".Il 23 maggio però, ricade tre giorni prima delle elezioni politiche europee e soprattutto prima del silenzio elettorale. "Mi auguro che nessuno venga per fare comizi pre-elettorali - prosegue Orlando -, nel rispetto della memoria, del dolore e dell'impegno di Palermo contro la mafia e la cultura mafiosa. Sarò all'Aula Bunker anche per ribadire la posizione della nostra città e della mia amministrazione: una posizione di ossequioso rispetto e ferma applicazione dei principi e del dettato Costituzionale, ove questo prevede, all'articolo 54 della Carta, che coloro che ricoprono funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore. Mi auguro che chiunque sia presente a Palermo il 23 maggio in veste istituzionale abbia chiare queste parole ed il loro significato".Orlando replica anche a chi chiede se come primo cittadino stringerà la mano al ministro Matteo Salvini. "Per molti anni non ho salutato politici antimafiosi e quando tutti invitavano la Confindustria antimafia io mi permettevo di non invitarla, non invitavo neppure un senatore che si era definito paladino antimafia. Continuerò a non salutare, poi quando stai per incrociare qualcuno può essere utile lo smartphone". Orlando motiva la sua posizione. "Non c'è disciplina e onore nel battersi perché un sottosegretario indagato per rapporti con uomini di Messina Denaro resti al suo posto; non c'è disciplina e onore nel sanzionare una professoressa che educa i propri studenti al senso civico; non c'è disciplina e onore nel negare i diritti dei migranti che sono esseri umani; non c'è disciplina e onore nel negare e reprimere la libertà di espressione dei cittadini che manifestano pacificamente il proprio dissenso".
    Tria assicura:

    Tria assicura: "Il bonus di 80 euro di Renzi sparirà"


    "Gli 80 euro saranno riassorbiti nell'ambito della manovra finanziaria". A dichiararlo è il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, riferendosi al bonus lanciato nel 2014 dal governo Renzi.Per il titolare del Mef si trattò di una decisione sbagliata - e...

    "Gli 80 euro saranno riassorbiti nell'ambito della manovra finanziaria". A dichiararlo è il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, riferendosi al bonus lanciato nel 2014 dal governo Renzi.Per il titolare del Mef si trattò di una decisione sbagliata - e precisa - anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male". Il bonus Renzi, nei fatti, facevi arrivare 80 euro in più in busta paga a quelle persone che guadagnavano tra gli 8 e i 26.600 euro all'anno. Quella decisione voluta dall'allora segretario del Pd e Presidente del Consiglio diedero uno slancio enorme ai democratici in prossimità delle elezioni europee. A distanza di 5 anni,sempre in prossimità della stessa tornata elettorale, Tria definisce quel provvedimento come la regina della spese fiscali inutili, con un costo di 9 miliardi.Dopo le critiche Tria passa, però, all' autoanalisi e sul decreto famiglie afferma che le coperture "non sono state individuate al momento" e che il provvedimento "è stato rinviato".Differente il discorso sulla flat tax, possibile secondo il ministro dell'Economia a patto che ci siano dei conseguenti tagli nella spesa pubblica: "Bisognerà studiare tecnicamente un disegno che sia sostenibile e efficiente e poi la decisione sulla flat tax dipende da altre decisioni correlate: la legge di Bilancio e la politica economica devono essere un tutt'uno coerente. Non si fanno a pezzi".Immediata la replica dei pentastellati che da alcune fonti hanno dichiarato che "è curioso che il ministro Tria parli di assenza di coperture per il decreto Famiglia quando il miliardo è stato certificato anche dal presidente Inps, e ammetta poi candidamente che la flat tax, così come proposta, si potrebbe invece fare, quando le coperture secondo i tecnici superano i 30 miliardi. Tra l"altro è lui il ministro dell"Economia, il miliardo per le famiglie lo abbiamo trovato noi. Se non ha capito gli possiamo spiegare come".Insomma, sembra che tra il titolare del Mef e il M5S le posizioni non siano proprio idilliache.
    Malgioglio si scusa per la lite con la De André. Lisa Fusco:

    Malgioglio si scusa per la lite con la De André. Lisa Fusco: "È pazza"


    La lite andata in onda durante la settima puntata del Grande Fratello 16 tra Cristiano Malgioglio e Francesca De André ha lasciato sbigottiti i telespettatori.I toni tra l"opinionista del reality show e la concorrente si sono accesi in modo inatteso e...

    La lite andata in onda durante la settima puntata del Grande Fratello 16 tra Cristiano Malgioglio e Francesca De André ha lasciato sbigottiti i telespettatori.I toni tra l"opinionista del reality show e la concorrente si sono accesi in modo inatteso e la lite ha dato vita ad uno scontro non prevedibile che ha richiesto l"intervento di Barbara d"Urso. Malgioglio, che ha sostenuto che Francesca necessitasse di cure e non della permanenza nella Casa di Cinecittà, è stato invitato dalla conduttrice a scusarsi per quanto affermato. Lui lo ha fatto, ma poche ore dopo la diretta del Gf16, è intervenuto sui social per fare alcune precisazioni in merito a quanto avvenuto."Cari amici di Instagram non avrei mai voluto uno scontro così acceso con una concorrente del GF. Le mie scuse in quel momento non erano rivolte a una persona così aggressiva ed esaltata. Ma a voi pubblico di casa - ha fatto sapere Cristiano Malgioglio - [...] Che tristezza dover essere sceso a quel livello. La SIGNORINA ha bisogno di aiuto e non del GF [...]". A sostegno di Malgioglio è immediatamente intervenuta Lisa Fusco che, commentando il post dell"amico, si è lasciata scappare dichiarazioni violente nei confronti della De André."La pazza della De André dovrebbe chiederti scusa! Una che deve ringraziare il cognome che porta se sta in tv! - ha tuonato la soubrette - .Si deve vergognare perchè non è degna di portare il cognome che ha, è lei che deve vergognarsi, sta infangando il buon nome della famiglia coi suoi comportamenti da tossicodipendente!". Visualizza questo post su Instagram Cari amici di Instagram non avrei mai voluto uno scontro così acceso con una concorrente del @grandefratellotv . Le mie scuse in quel momento non erano rivolte a una persona così aggressiva ed esaltata. Ma voi pubblico di casa. In quel momento non avevo capito... capita.Che tristezza dover essere sceso a quel livello .La SIGNORINA ha bisogno di aiuto e non del GF....Adesso capisco molte cose...grazie a voi per l'affetto. Vi lovvoooooo.Un post condiviso da Cristiano Malgioglio (@cristianomalgioglioreal) in data: 21 Mag 2019 alle ore 1:02 PDT
    Famiglia, lite Tria-M5s:

    Famiglia, lite Tria-M5s: "Non ci sono coperture". "Curioso che le neghi"


    "Le copertute sul decreto famiglia non sono ancora state individuate". Per questo, secondo quanto spiega il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il decreto famiglia annunciato dal Movimento 5 Stelle è stato rinviato.Solamente a fine anno e non adesso...

    "Le copertute sul decreto famiglia non sono ancora state individuate". Per questo, secondo quanto spiega il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il decreto famiglia annunciato dal Movimento 5 Stelle è stato rinviato.Solamente a fine anno e non adesso "sapremo se si spenderà meno di quanto preventivato" per il reddito di cittadinanza ed "è chiaro come queste spese non si possano portare all'anno seguente", conrinua Tria, durante un'intervista ad Agorà, su Rai Tre. Nessuna copertura individuata, quindi, sul miliardo "avanzato" dal reddito di cittadinanza: "Se questo miliardo c'è, non sappiamo cosa sia", perché ancora non si può dire se si spenderà meno di quanto è stato previsto."La cosa più importante- contina il ministro dell'Economia- è quella di ricreare un clima di fiducia intorno ai programmi economici del governo, non è tanto il tetto del 3%". L'obiettivo, infatti, è "convincere chi presta soldi all"Italia a farlo a un tasso non troppo alto".Luigi Di Maio, leader dei pentastellati, risponde a Tria: "Non mi impicco al fatto di approvare il decreto prima delle elezioni europee, per me si può approvare pure il giorno dopo, perché non è una trovata elettorale". Il devreto rappresenta, invece, "una priorità del Paese": aiutare le famiglie dovrebbe stare, a sua detta, in cima alla lista delle cose da fare, "e se ci vogliono 5/6 giorni in più per scriverlo ancora meglio io sono a disposizione".Esponenti del Movimento 5 Stelle ribattono all'assenza di coperture, sospenendo sia "curioso che il ministro Tria parli di assenza di coperture per il decreto Famiglia, quando il miliardo è stato certificato anche dal presidente INPS". Inoltre, "è lui il ministro dell'Economia, il miliardo per le famiglie lo abbiamo trovato noi e se non ha capito gli possiamo spiegare come".
    Il leghista Rixi all'attacco

    Il leghista Rixi all'attacco "M5s è nelle Procure. E così non si va avanti…"


    "Non vedo un clima di collaborazione per andare avanti" e "Ci sono delle presenze del Movimento 5 Stelle nelle Procure". A parlare è Edoardo Rixi, sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture della Lega, indagato per le "spese pazze" in Regione...

    "Non vedo un clima di collaborazione per andare avanti" e "Ci sono delle presenze del Movimento 5 Stelle nelle Procure". A parlare è Edoardo Rixi, sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture della Lega, indagato per le "spese pazze" in Regione Liguria.L"esponente del Carroccio, intervistato da Il Messaggero, lancia chiari messaggi agli alleati di governo, in vista delle elezioni europee del 26 maggio - che potrebbero portare all'ennesimo e forse definitivo terremoto nella compagine di maggioranza - e in vista del futuro. All'orizzonte, forse, anche le elezioni anticipate..."Lasciamo lavorare in pace la magistratura e soprattutto non si facciano pressioni. Certo, è strano che in questo Paese le inchieste partano sempre quando ci sono le elezioni, in una situazione di tensione a livello governativo", dice Rixi, nel mirino della magistratura e degli stessi pentastellati. È infatti fissata per giovedì 30 maggio la sentenza dei giudici sul suo caso e in caso di condanna Di Maio ha già dichiarato di aspettarsi le dimissioni.E il sottosegretario leghista, alle parole del leader M5s, replica così: "Si tratta di uno strumento per far sì che ritiri gli emendamenti sullo sblocca-cantieri. Vogliono esasperare i rapporti, attaccano individualmente le persone. Ma io non mi fermerò. Sulla mia vicenda non c'è nulla di nuovo e non sono attaccato alla poltrona. Il problema è la linea del governo. Siamo stati chiamati per combattere la disoccupazione e dare sicurezza al Paese. La visione della Lega è chiara. Ma su autonomia, sviluppo economico, riduzione delle tasse ci stanno boicottando. L'Italia ha bisogno di risolvere il problema dell'immigrazione ma il Movimento non sembra convinto e una parte dei giudici è contro. Mi sembra una follia dire tutti questi no. Non è accettabile".Dunque, in merito al pensiero che serpeggia tra i leghisti, in merito ai contatti tra il Movimento 5 Stelle e le Procure, ecco cosa dice: "Ci sono delle presenze del Movimento nelle procure ma il problema non è se ci siano dei contatti oppure no. La questione è la loro comunicazione. Utilizzano le inchieste per i propri interessi, a me interessa affrontare i problemi del Paese mentre da una parte del governo arrivano a volte giudizi quando dovrebbero aspettare le sentenze".
    I vandali devastano la scuola, il sindaco:

    I vandali devastano la scuola, il sindaco: "Idioti del terzo millennio"


    Si erano intrufolati nella notte, per danneggiare le strutture scolastiche. Così, ieri, la succursale della scuola media Lessona di Venaria è rimasta chiusa. Lavagne scaraventate a terra, banchi ribaltati, armadietti divelti e lavagne multimediali...

    Si erano intrufolati nella notte, per danneggiare le strutture scolastiche. Così, ieri, la succursale della scuola media Lessona di Venaria è rimasta chiusa. Lavagne scaraventate a terra, banchi ribaltati, armadietti divelti e lavagne multimediali distrutte: a trovato le classi così il bidello che ieri mattina ha aperto la scuola."A occhio e croce sono 10mila euro di danni", commenta il sindaco di Venaria, Roberto Falcone, che in un post su Facebook ha condiviso la vicenda, postando le foto di una classe danneggiata. I soldi verranno presi, per forza di cose, "dalle casse del Comune". Si tratta di fondi che "appartengono a tutti i venariesi, compresi i genitori dei vandali che hanno devastato i locali di una scuola e compresi i vandali: idioti del terzo millennio che probabilmente si vanteranno con gli amici. Non ci sono parole".E lancia un appello, a tutti gli studenti che invece hanno a cuore la propria scuola: "La mia porta è sempre aperta, anche riservatamente, per far pagare chi ha fatto questo danno alla Città".Secondo quanto riporta la Stampa, i vandali non sarebbero entrati dalle porte, dotate di allarme, ma avrebbero forzato le finestre. Poi, una volta dentro, hanno lanciato e distrutto sedie e banchi, danneggiato lavagne e sparso carta igienica a terra. Non solo. Gli autori dell'atto vandalico, infatti, avrebbero anche orinato sui banchi e scaricato gli estintori.Sulla vicenda i carabinieri hanno avviato un'indagine, per individuare i colpevoli.
    Risparmi, ma spendi sempre e comunque: la beffa delle bollette, dove i costi fissi sono il 40%

    Risparmi, ma spendi sempre e comunque: la beffa delle bollette, dove i costi fissi sono il 40%


    Avete montato le lampadine a risparmio energetico, fate sempre attenzione a spegnere la luce, ma non riuscite ad abbattere la bolletta come vorreste, vero? Già, perché a fregarsi per bene sono i cosiddetti costi accessori, ovvero quelli fissi, che...

    Avete montato le lampadine a risparmio energetico, fate sempre attenzione a spegnere la luce, ma non riuscite ad abbattere la bolletta come vorreste, vero? Già, perché a fregarsi per bene sono i cosiddetti costi accessori, ovvero quelli fissi, che ammontano a circa il 40% della spesa.Cioè, per fare un esempio: se doveste spendere 100 euro al mese, 40 sono di default (anche se, per assurdo, vivete "al buio"!), mentre 60 sono pari all'energia elettrica realmente utilizzata e dunque da pagare. Insomma, una bella beffa. Che nonostante venga denunciata per anni dalle associazioni dei consumatori, continua a levare denari dai portafogli delle famiglie italiane.Dagli "oneri generali di sistema" non si scappa, anche perché - almeno finora - nessun governo ci ha messo mano, provando a ridimensionare le tasse fisse, che fanno delle nostre bollette della luce tra le più care d'Europa.Come scrive IlGiorno, secondo uno studio presentato in Senato dal Centro ricerche ambiente e consumo e dalla Fondazione Univerde, la spesa degli italiani per gli oneri generali di sistema ha superato i 100 miliardi di euro dal 2010 al 2017. Una cifra mastodontica.Ecco, ma cosa si nasconde dentro questi benedetti, anzi maledetti "costi accessori"? Presto detto: il prezzo dello smantellamento dei siti nucleari, gli incentivi per le energie rinnovabili, le agevolazioni alle Ferrovie, l'efficientamento energetico, il finanziamento alla ricerca e pure lo stesso bonus famiglie. Dulcis in fundo, tasse, Iva e accise.Ah, guai a dimenticarsene: in bolletta c"è anche il canone Rai...
    Milano, l'autogol dei collettivi: occupano il palazzo di Jacopo Fo

    Milano, l'autogol dei collettivi: occupano il palazzo di Jacopo Fo


    "Contro fascismo e capitalismo costruiamo comunità resistenti". È il testo dello striscione appeso dal collettivo antifascista "Circolo dell"hotel" sul cancello di uno stabile di via Bordighera, nella zona sud di Milano.Peccato che il palazzetto sia di...

    "Contro fascismo e capitalismo costruiamo comunità resistenti". È il testo dello striscione appeso dal collettivo antifascista "Circolo dell"hotel" sul cancello di uno stabile di via Bordighera, nella zona sud di Milano.Peccato che il palazzetto sia di proprietà di una famiglia di antifascisti per antonomasia. Lo stabile, infatti, ospita la sala prove della Compagnia Teatrale Fo Rame, che da sabato scorso ha dovuto sospendere le attività. "Mi sembra un po" strano fare antifascismo colpendo chi dai fascisti e dallo Stato ha subito ogni sorta di violenza e sopruso", ha commentato via social network il figlio della coppia, Jacopo Fo, proprietario dello stabile.Insomma, una bella figuraccia per i collettivi. Ormai però il danno è fatto e gli antagonisti scelgono di tenere il punto. Così il botta e risposta su Facebook diventa surreale. Al figlio di Dario Fo, che in più di un"occasione in passato si schierò al fianco degli occupanti abusivi, è toccato fare la ramanzina ai collettivi, mentre gli antifà si sono dovuti arrampicare sugli specchi per giustificare l"occupazione della palazzina di proprietà della famiglia simbolo dell"antifascismo."Mio nonno l'hanno deportato in Germania piuttosto che arruolarsi nell' esercito della R.S.I.", scrivono gli attivisti. "Il padre di mio padre era dal Cnl e organizzava la fuga degli ebrei, mia nonna lavorava con i Gap, mio padre era disertore e ricercato", ribatte Fo. "Che scelta antifascista è tenere lo stabile chiuso e abbandonato", attaccano gli occupanti. "Siamo ritornati in possesso di questo spazio dopo un procedimento giudiziario, forse dovresti informarti su quel che abbiamo fatto nella nostra vita per i diseredati prima di sparar giudizi. Vedi ad esempio i soldi del premio Nobel devoluti fino all'ultima lira per i disabili... Come è facile criticare", replica il figlio dell"attore.La discussione va avanti tra chi sfoggia attestati di merito e chi rivendica patenti di antifascismo. Insomma, siamo tutti "antagonisti". Ma con i palazzi degli altri. Fo dixit.
    È morto a 70 anni Niki Lauda: fu una leggenda della Formula 1

    È morto a 70 anni Niki Lauda: fu una leggenda della Formula 1


    Tre volte campione di Formula 1, imprenditore e dirigente sportivo. Andreas Nikolaus Lauda, detto Niki, rimarrà nel ricordo degli appassionati come "il computer", il pilota capace di individuare con rapidità anche i più impercettibili problemi di...

    Tre volte campione di Formula 1, imprenditore e dirigente sportivo. Andreas Nikolaus Lauda, detto Niki, rimarrà nel ricordo degli appassionati come "il computer", il pilota capace di individuare con rapidità anche i più impercettibili problemi di un"auto da corsa. E' morto nella notte tra il 19 e il 20 maggio dopo che lo scorso agosto era stato sottoposto a un trapianto di polmone.L'annuncio è arrivato direttamente dalla famiglia: "Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia lunedì scorso", si legge sul The Sun.Niki Lauda, le difficoltà degli esordiNiki Lauda nasce nel "49 da una famiglia di banchieri viennesi che disapprovano la sua passione per l"automobilismo ma, nonostante le difficoltà iniziali, a 15 anni compra la sua prima VW Cabrio. Nel 1968, conseguito il diploma, lascia gli studi e corre la sua prima gara con una Mini Cooper S, a Mühllacken in Austria. Dopo una breve gavetta trascorsa prima in Formula 3 e, poi, in Formula 2, nel 1971 approda in Formula 1 con la scuderia March. È un periodo difficile per Niki che, oberato di debiti, pensa persino al suicidio. "Avevo circa duecento milioni di debiti, la carriera andava male, tutto girava storto, con la March avevo avuto noie. In un gran premio, dopo una giunzione a T, c"era un muro molto solido. Bastava che io premessi l'acceleratore per andare dritto contro il muro a tutta velocità. Tutti avrebbero pensato ad un incidente, invece sarebbe stato un vero e proprio suicidio premeditato. Poi all'ultimo momento riconobbi che ammazzarmi non sarebbe servito a niente, scalai la marcia, alzai il piede e... terminai la corsa decidendo di dedicarmi all' automobilismo sul serio", racconterà nel libro-intervista "All' inferno e ritorno" scritto dal giornalista John Etleridge".Il passaggio alla Ferrari e l'incidente di NürburgringNel 1974 arriva la svolta: Lauda viene ingaggiato dalla Ferrari, fortemente voluto da Clay Regazzoni che era stato suo compagno di scuderia l"anno prima con la BRM. Al primo anno in Ferrari vince due gran Premi (Spagna e Olanda) e arriva quarto nella classifica piloti. Nel 1975 riporta il cavallino rampante alla vittoria di un titolo mondiale che mancava dal 1964. "Rispetto agli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona", racconterà. Nel 1976 Lauda si sposa con Marlene Knaus che darà alla luce due figli (Lucas e Mathias) che gli resterà accanto dopo il tragico incidente di Nürburgring. La sua monoposto prende fuoco, viene salvato per miracolo ma il suo volto resta sfigurato per sempre. Si riprende in fretta, grazie anche al sostegno dell"amico Regazzoni: "Il gusto della vita - dirà - l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo". Dopo appena 42 giorni dall"incidente il campione austriaco torna al volante e arriva quarto al Gran Premio di Monza.La rivalità con James Hunt e il primo ritiro dalle corseA vincere la stagione è il rivale di sempre, James Hunt con la McLaren, ma con un solo punto di vantaggio da Lauda che chiude al secondo posto. All"accesa rivalità dei due piloti il regista Ron Howard, nel 2003, ha dedicato il film di successo "Rush". In realtà Hunt e Lauda si sono sempre stimati reciprocamente, nonostante le enormi differenze caratteriali: irruento e anticonformista il primo, freddo, perfezionista e riservato il secondo. "Abbiamo fatto sì che la nostra amicizia non venga mai danneggiata dal nostro rapporto professionale", dirà Lauda. Nel 1977, a poche gare dalla conquista del secondo titolo piloti, il pilota austriaco annuncia a sorpresa il suo addio alla Ferrari. Correrà per due anni con la Brabham, prima di annunciare il suo ritiro dall"automobilismo per dedicarsi allo sviluppo della sua compagnia aerea, la Lauda Air che venderà soltanto nel 2000 all'Austrian Airlines.La vittoria del terzo titolo iridato e gli ultimi anni di vitaMa il suo ritiro è solo temporaneo perché nel 1982 torna in pista a bordo di una McLaren. Dovrà aspettare appena due anni per vincere per la terza e ultima volta un campionato del mondo di Formula 1, grazie a un misero mezzo punto di vantaggio su Alain Prost. L"anno successivo Lauda si ritira definitivamente con un curriculum di tutto rispetto: 171 Gran Premi disputati, 25 vinti, 24 pole position e altrettanti giri veloci. Nel "91 divorzia dalla prima moglie e tra il "92 e il "97 opera come consulente per la Ferrari, mentre in seguito sarà direttore della Jaguar e, poi, presidente non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1. Nel 2008 sposa Birgit Wetzinger, una giovane hostess della seconda compagnia aerea, la Fly Niki. Lei non solo gli dona due figli gemelli, Max e Mia, ma anche un rene che va a sostituire quello donatogli nel "97 dal fratello. Il 2 agosto 2018, per colpa di una infezione, subisce al General Hospital di Vienna un altro trapianto, stavolta al polmone.[[video 1698526]]

    "Presentami qualche ragazzo inglese famoso", chiese Meghan all'amica


    A pochi giorni dalla nascita dal primogenito Archie, stanno spuntando fuori particolari molto poco lusinghieri sul conto della duchessa di Sussex, Meghan Markle. L"ultima rivelazione arriva dalla presentatrice inglese Lizzie Cundy, che divenne amica di...

    A pochi giorni dalla nascita dal primogenito Archie, stanno spuntando fuori particolari molto poco lusinghieri sul conto della duchessa di Sussex, Meghan Markle. L"ultima rivelazione arriva dalla presentatrice inglese Lizzie Cundy, che divenne amica di Meghan tre anni prima del suo incontro con il principe Harry ad una cena di beneficienza. La conduttrice di WAGS WORLD ha raccontato al The Sun che "Stavamo chiacchierando tra donne, quando Meghan mi chiese: conosci qualche ragazzo famoso? Sono single e mi piacciono molto gli uomini inglesi. Ho risposto: ok, troveremo qualcuno per te."All"epoca dei fatti Meghan era fresca di divorzio dal primo marito Trevor Engelson e la Cundy le mostrò una foto del calciatore Ashley Cole, prontamente scartato dalla ex attrice di Suits a causa della sua cattiva reputazione. Le due donne in seguito si videro in altre occasioni, e rimasero in contatto fino a quando la conduttrice non venne a sapere della sua relazione con il principe Harry."Le mandai un messaggio dicendole, o Dio... ho saputo di Harry! E le mi rispose, si lo so... proveremo a frequentarci".Ma l"inizio della storia di Meghan con il principe segnò anche la fine della loro amicizia: Meghan sparì, non si fece più sentire con la Cundy, la quale è tutt"oggi convinta che le abbiano imposto di tagliare i ponti con le sue conoscenze nel mondo dei media."Le hanno sicuramente consigliato di troncare ogni rapporto con chi lavora nei media", ha spiegato Lizzie, alla quale fa eco la rivelazione di un altro famoso presentatore, Piers Morgan. "La conoscevo piuttosto bene. Una sera abbiamo bevuto qualcosa insieme e lei mi disse di essere stata moto bene con me. La stessa sera lei andò ad un party al quale era presente Harry. Da quel giorno non la sentii mai più. Non mi piacciono le persone che si comportano così. Mi ha dato l'idea di essere un'arrampicatrice sociale".Morgan ha concluso con un inquietante avvertimento rivolto al principe Harry:"Buona fortuna ad Harry. Spero sappia cosa sta facendo. Se va tutto a rotoli, che non venga da me a piangere, e che non dica che non lo avevo avvertito."
    Dà fuoco alla sede dei vigili: due morti. Arrestato straniero

    Dà fuoco alla sede dei vigili: due morti. Arrestato straniero


    Drammatico il bilancio di un incendio sviluppatosi la scorsa notte nella sede della polizia municipale di Mirandola, in provincia di Modena. Due persone sono morte mentre altre 17 sono rimaste intossicate a causa di un rogo avvenuto intorno alle 2:40...

    Drammatico il bilancio di un incendio sviluppatosi la scorsa notte nella sede della polizia municipale di Mirandola, in provincia di Modena. Due persone sono morte mentre altre 17 sono rimaste intossicate a causa di un rogo avvenuto intorno alle 2:40 all'interno dei locali della sede dei vigili urbani dell'Area Nord, situata in via Roma 6.Secondo le prime informazioni, gli uffici avvolti dalle fiamme si trovano al piano terreno di uno stabile dove sono presenti anche alcune abitazioni. Il rogo ha sprigionato molto fumo che, in breve tempo, ha invaso gli appartamenti sovrastanti dove risiedono diverse famiglie.Le fiamme hanno provocato una violenta esplosione che ha coinvolto una abitazione situata al primo piano dello stabile. È in questa casa che si sono registrate le due vittime. A perdere la vita sono state una donna di 84 anni e la sua badante di 74enne. Altre due persone, tra cui il marito dell'anziana deceduta, sono in gravi condizioni.Sul posto sono state impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco, i sanitari 118 e le forze dell'ordine. Per i media locali si tratterebbe di un incendio doloso.Secondo quanto riporta la Gazzetta di Modena, i carabinieri avrebbero già arrestato il responsabile del gesto, uno straniero che era stato fermato nei giorni scorsi dalla polizia municipale. L'uomo, forse per vendetta, avrebbe deciso di dare fuoco ai locali della polizia municipale. L"immigrato probabilmente nordafricano, è stato trovato con un accendino e un berretto della polizia municipale che avrebbe sottratto nella sede dei vigili urbani.L"extracomunitario si è introdotto negli uffici della municipale sfondando una vetrata per rubare alcuni oggetti. Lo straniero, prima di scappare, avrebbe appiccato il fuoco. I carabinieri lo hanno bloccato a una ventina di metri dallo stabile e fermato con le accuse di furto e danneggiamento a seguito di incendio.L"ultimo bilancio fornito poco fa dalla Ausl di Modena è di due donne morte, un"anziana e della sua badante, e di 20 persone rimaste intossicate, di cui 4 in modo grave.Queste ultime sono stati trasportate in codice 3, una all'ospedale di Ravenna e tre a Fidenza, nel Parmense. Le altre persone rimaste coinvolte nel rogo sono in condizioni di media gravità e non in pericolo di vita: tra questi anche tre bambini portati nel reparto di pediatria a Carpi. Gli altri intossicati sono, invece, rimasti in codice giallo all'ospedale di Mirandola.Presso il pronto soccorso, i sanitari del 118 hanno allestito un punto medico avanzato per poter gestire al meglio le cure per i feriti.
    Il cancro non è dovuto  al caso o alla sfortuna: dipende dall'ambiente

    Il cancro non è dovuto al caso o alla sfortuna: dipende dall'ambiente


    "Non ci si ammala di cancro per caso o sfortuna". A confermarlo è uno studio scientifico, opera di un team di ricercatori italiani e pubblicato su Nature Genetics, che mostra come sia possibile rintracciare le cause della malattia nell'ambiente e nelle...

    "Non ci si ammala di cancro per caso o sfortuna". A confermarlo è uno studio scientifico, opera di un team di ricercatori italiani e pubblicato su Nature Genetics, che mostra come sia possibile rintracciare le cause della malattia nell'ambiente e nelle traslocazioni cromosomiche. Queste, spiegano gli scienziati, sono alterazioni geniche che portano allo sviluppo dei tumori.Ma le alterazioni non avvengono casualmente, per predestinazione o sfortuna, come sostenevano studi precedenti, come quello del 2015, opera di un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine. Secondo gli studiosi italiani, guidati da Piergiuseppe Pelicci, direttore della Ricerca Ieo e professore di Patologia generale all'università degli Studi di Milano, e Gaetano Ivan Dellino, ricercatore Ieo e di Patologia generale della Statale, in collaborazione col gruppo diretto da Mario Nicodemi, docente dell'ateneo di Napoli Federico II, le traslocazioni cromosomiche sono prevedibili e causate dall'ambiente esterno alla cellula."Un tumore si sviluppa quando una cellula accumula 6 o 7 alterazioni del Dna a carico di particolari geni: i geni del cancro", spiegano gli scienziati. Le alterazioni possono consistere piccoli cambiamenti strutturali o arrivare anche alla fusione di due geni. Uno studio dello scienziato Bert Vogelstein ha dimostrato che le alterazioni si formano, quando le cellule duplicano il proprio Dna e, dato che queste mutazioni sono inevitabili, lo studioso ha concluso che avverrebbero a prescindere dagli stili di vita. Il lavoro dei ricercatori italiani, invece "mette in discussione la casualità delle traslocazioni cromosomiche", causate dalla rottura della doppia elica. "Pensavamo che questo tipo di danno avvenisse casualmente nel genoma, ad esempio durante la divisione cellulare come ipotizzato da Vogelstein- spiegano gli autori dello studio- Al contrario, però, studiando le cellule normali e tumorali del seno, abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente nel genoma". Il danno, infatti, "avviene all'interno di geni con particolari caratteristiche e in momenti precisi della loro attività", che permettono di "prevedere quali geni si romperanno e quali no".Quindi, conclude il team tricolore, "l'attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall'ambiente nel quale si trovano le cellule, che a sua volta è influenzato dall'ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti". Viene così ribadita l'importanza della prevenzione dei tumori, adottando uno stile di vita sano, evitando i fattori ambientali che favoriscono la formazione del cancro: fumo, alcol, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, una dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse o processate, e a basso contenuto di frutta, legumi e vegetali. Inoltre, è bene effettuare i vaccini contro i virus e i batteri che causano i tumori.Con i nuovi risultati è stata aperta "una finestra sul meccanismo molecolare alla base delle traslocazioni, che forse potremo usare in futuro come marcatore per identificare il rischio di sviluppare la malattia, o come bersaglio per disegnare farmaci che aiutino a prevenire il cancro". Per il momento, non è ancora chiaro quale sia il segnale che porta alle traslocazioni, ma la cosa importante è aver capito che "proviene dall'ambiente".
    Ryanair cambia le regole per il bagaglio a mano: ecco come funziona

    Ryanair cambia le regole per il bagaglio a mano: ecco come funziona


    La compagnia low cost irlandese Ryanair ha deciso di ritoccare nuovamente le tariffe del bagaglio. In questo caso però ha aggiunto una nuova tariffa, dal primo maggio è stata implementata un'altra opzione e questa volta però non è stata diffusa...

    La compagnia low cost irlandese Ryanair ha deciso di ritoccare nuovamente le tariffe del bagaglio. In questo caso però ha aggiunto una nuova tariffa, dal primo maggio è stata implementata un'altra opzione e questa volta però non è stata diffusa alcuna comunicazione sui canali ufficiali. Anzi, da Dublino è stata inviata soltanto una mail per informare i passeggeri che già in passato avevano viaggiato con loro.A novembre scorso Ryanair e Wizz Air erano stati multati dall'Antitrust per la loro politica sui bagagli a mano. Avevano infatti deciso di far pagare il bagaglio a mano, il cosiddetto trolley, ai passeggeri che avessero voluto portarlo sopra la cappelliera. Politica ritenuta scorretta ma che alla fine da Dublino e da Bucarest non è stata mai cambiata. O meglio, è stata ritoccata: è infatti stata aggiunta la priorità gratuita a chiunque pagasse quel biglietto in più per poter portare la valigia a bordo del proprio aereo. I biglietti in questione sono molto difficili da riuscire a comprare e qualora si voglia portare la propria valigia sulla cappelliera è necessario prenotare con grande anticipo. La compagnia aerea metteva quindi a disposizione, su pagamento di circa 30 o 25 euro, la possibilità di imbarcare il trolley sotto la stiva. Tariffa troppo elevata poiché il trolley sarebbe rientrato nelle classiche misure del bagaglio da stiva (20 kg di peso) anche se ne pesava massimo 10.Ora dall'Irlanda è stata aggiunta una nuova regola per il trolley che dovrà rispettare le misure del classico bagaglio a mano: "Peso massimo di 10 kg e dimensioni massime di 55 x 40 x 20 cm, più una borsa piccola fino a 35 x 20 x 20 cm" (dal sito della compagnia). Si potrà imbarcare il bagaglio a mano nella stiva pagando meno di 10 euro a viaggio. Una rivoluzione ma l'importate è ricordare che il suddetto bagaglio non dovrà essere portato al gate perché altrimenti si incorrerà in una penale da pagare. È quindi necessario consegnarlo al desk ed imbarcarlo come fosse un bagaglio da stiva. Qualora si dovessero superare il peso verrà applicato un supplemento per ogni chilogrammo in eccesso.
    Una favola salva i sette regni ma non convince tutti i fan

    Una favola salva i sette regni ma non convince tutti i fan


    Qual è la conclusione di questa storia? Che solo una storia può fare la storia... Che il regno, il potere lo ottiene chi si inventa la novella più bella da dare in pasto al popolo. È sempre stato così, dai tempi degli antichi faraoni, sempre lo...

    Qual è la conclusione di questa storia? Che solo una storia può fare la storia... Che il regno, il potere lo ottiene chi si inventa la novella più bella da dare in pasto al popolo. È sempre stato così, dai tempi degli antichi faraoni, sempre lo sarà, e lo viviamo anche nel nostro presente, nella nostra realtà...Dopo decine di lotte, battaglie, morti, città devastate, intrighi, amori, sofferenze, è Tyrion, il più saggio che ha sbagliato ogni previsione, a trovare la soluzione per salvare i Sette regni dalla furia devastatrice della Regina dei draghi. Mettere la corona sulla testa di Bran lo spezzato, il bambino sopravvissuto al lancio dalla torre, il ragazzo che ha avuto il coraggio di andare da solo oltre la Barriera di ghiaccio, l'uomo che si è trasformato nel Corvo con i tre occhi, il custode della memoria del passato. Chi meglio di lui può incarnare la favola del Re illuminato destinato a governare con saggezza, giustizia e bontà d'animo? Oppio - o magari speranza - per i sudditi. Per la gente comune che non ha voce in capitolo. Certo, meglio affidare le sorti a un mago che sa volare dal passato al presente che a una pazza assetata di sangue. Dunque, finisce così Game of Thrones, la serie in onda in Italia su Sky Atlantic più amata degli ultimi anni, la più attesa, la più coinvolgente e sconvolgente. Nessuno si siede fisicamente sul Trono di spade, che viene sciolto da Drogon, il drago figlio della regina morta per conquistarlo che riesce solo a sfiorarlo. Bran diventa re, ma non siederà sul seggio costruito con le spade dei nemici di casa Targaryen. Non ci si siederà neppure Jon, l'erede legittimo dell'ultimo re Targaryen che, naturalmente, avremmo dovuto vedere alla guida di Westeros.Un finale che, dunque, lascia interdetti milioni di fan. Perché non è scontato come sarebbe stato con l'ascesa al trono di Jon. E non è neppure sorprendente o eclatante nella scelta di Bran. Dunque, il "popolo" di Game of Thrones si è diviso, come è stato per tutta l'ultima e ottava stagione: la maggior parte l'ha apprezzata, ma una buona fetta si è inferocita con i due sceneggiatori David Benioff e D.B. Weiss. I due - che hanno dovuto scrivere il finale senza la guida dei libri di George R.R. Martin che non ha avuto ancora il tempo di redigerli (e chissà come sarà il suo di finale) - sono stati subissati di critiche tanto che una petizione internazionale lanciata sul sito Charge.org da un fan di nome Dylan ha raccolto più di un milione di sottoscrittori. Roba che nemmeno un referendum per decidere le sorti di una nazione riuscirebbe a fare. Comunque, i detrattori sostengono che l'ottava stagione è piena di incongruenze, di errori ridicoli come la tazza di Starbucks dimenticata su un tavolo, di assurdità (che riportiamo in questa pagina). Ma soprattutto lamentano la scarsa cura nel descrivere l'evoluzione dei personaggi, in particolare di Daenerys Targaryen che passa da salvatrice del mondo a sterminatrice di innocenti in pochissimo tempo senza una spiegazione graduale. Nella petizione si chiede addirittura alla HBO, la casa produttrice, di far riscrivere la conclusione a due sceneggiatori meno "incompetenti" e meno desiderosi di dedicarsi ad altro (i nuovi capitoli di Star Wars) dopo tanti anni di dedizione al Trono di spade. Il fatto è che la stagione finale è stata composta di soli sei episodi, invece degli otto o dieci delle precedenti, e così si è dovuta condensare la storia e anche l'analisi psicologica dei protagonisti, con risultati non sempre soddisfacenti.Comunque sia, l'HBO, anche se si raccogliessero milioni di firme, non si sognerà mai di rifare le puntate, costate più di cento milioni di dollari. Tanto ha già messo in cantiere una nuova serie, ambientata migliaia di anni prima. E i fan - si stima che 27 milioni di americani ieri siano arrivati tardi o non siano andati al lavoro per seguire l'ultima puntata - saranno ugualmente soddisfatti. Intanto, la Regina dei draghi, Emilia Clarke nella vita, ha salutato via Instagram il personaggio che le ha dato fama mondiale: "La serie mi ha forgiata come donna, come attrice e come essere umano. A voi, cari e magici fan, devo un'infinità di grazie, per il vostro sguardo costante a quello che abbiamo prodotto e quello che abbiamo fatto con un personaggio che ha conquistato il cuore di così tanti. Senza di voi non ci sarebbe un noi. E adesso siamo arrivati alla fine".
    C'era una volta...Tarantino. Quentin punta alla Palma

    C'era una volta...Tarantino. Quentin punta alla Palma


    da CannesC'era una volta Pulp fiction. Era un quarto di secolo fa e Quentin Tarantino vinse la Palma d'Oro. Quest'anno è arrivato in extremis, dopo una folle corsa contro il tempo nella post produzione. Asserragliato da venerdì al Carlton, dove una...

    da CannesC'era una volta Pulp fiction. Era un quarto di secolo fa e Quentin Tarantino vinse la Palma d'Oro. Quest'anno è arrivato in extremis, dopo una folle corsa contro il tempo nella post produzione. Asserragliato da venerdì al Carlton, dove una cintura di guardaspalle lo isola dagli avventurieri dell'intervista, è uscito dal bunker per assistere alla presentazione del film cinese in gara. Passerella con la neo mogliettina di vent'anni più giovane, la cantante Daniella Pick, sposata a novembre, dopo il compleanno di lei e un decennio di fidanzamento. Dai tempi di Bastardi senza gloria, insomma.A irrompere nel fortino ha provato un cronista israeliano che, con disinvoltura, ha tentato di avvicinare la signora, sua connazionale, ma è dovuto fuggire a gambe levate prima che un guardaspalle gli sequestrasse il telefonino. Quindi è tutta colpa di un'esclusiva firmata con una televisione se i coniugi Tarantino non aprono bocca. C'era una volta a... Hollywood atto primo. Assoluto. Mondiale. Oggi Cannes accoglie il nono film del regista - 95 milioni di budget - che negli Stati Uniti uscirà il 26 luglio e in Italia il 19 settembre. La domanda non è se ci sarà la standing ovation finale ma se Leo Di Caprio, Brad Pitt, Al Pacino, Bruce Dern, Dakota Fanning e compagnia recitante supereranno i cinque minuti di applausi per Rocketman con Elton John in platea.Secondo quesito. Riuscirà la nostra eroina Margot Robbie a "rubare" il film e - dopo la candidatura agli Oscar per Io, Tonya - assicurarsi, nei panni di Sharon Tate, la statuetta per l'opera più attesa sulla Croisette.Se dunque le opere in concorso devono temere la corazzata di Tarantino anche agli Oscar l'avviso è spedito. In Costa Azzurra nessuno scommette ma l'attesa è tanta e oggi il regista parlerà ufficialmente.Fine anni Sessanta. Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) è una star tv in declino dopo tanti anni sulla breccia come protagonista di western. Stesso destino travolge la sua controfigura Cliff Booth (Brad Pitt) e i due cercano di trasferirsi nell'universo del cinema, ad entrambi estraneo. Molto è cambiato rispetto ai tempi d'oro e l'unica ad aiutarli è la vicina di casa di Dalton, Sharon Tate. La vicenda prende una piega drammatica perché il 9 agosto 1969 l'allora moglie di Roman Polanski viene assassinata dalla "Famiglia" di Charles Manson nella villa di Cielo Drive e la coppia Dalton-Booth, l'uno faccia inversa dell'altro, si renderanno conto che un mondo sta davvero finendo.È un film autoreferenziale che racconta il cinema e il passaggio dalla vecchia alla nuova Hollywood. Il potere delle major si estingue con la caduta dei tabù - violenza, sessualità, libertà nei costumi - che il codice di regolamentazione Hays aveva duramente ridimensionato. È l'epoca in cui i grandi registi diventano autori sull'onda di un'evoluzione che in Europa aveva già mostrato segnali con il Neorealismo e successivamente la Nouvelle vague. Il laureato di Mike Nichols, Gangster Story di Arthur Penn e Easy Rider di Dennis Hopper sono i film che sanciscono la nuova era alla quale Tarantino guarda alla sua maniera. Tinte forti, perché sangue e sparatorie non sono risparmiate. Nostalgici bianco e nero, come l'intervista ai due divi al capolinea, alternati a un colore che fa rima con gli anni Ottanta di De Palma e Scorsese, Coppola e Woody Allen, Spielberg e appunto Polanski. In una parola, gli autori.Tarantino visita storia e cronaca, tra la guerra del Vietnam e l'elezione di Nixon fino alla strage di Charles Manson, rimasto nei primati della giurisprudenza americana. Il processo fu tra i più lunghi della storia americana e finì con condanne a morte ma nel '72 la California abolì la pena capitale e la sentenza fu convertita in ergastolo. Charles Manson è morto nel 2017 a 83 anni ma da domani si aprirà un nuovo capitolo. Le reazioni a casa Tate che ritroverà l'eccidio sul grande schermo.
    L'Inter rischia tutto nel triangolo lombardo

    L'Inter rischia tutto nel triangolo lombardo "Pesano certe voci..."


    La Lombardia felix del calcio sarà davvero felix soltanto per due terzi. I tempi in cui Inter e Milan si dividevano trionfi e attenzioni sembrano finiti. Merito (o colpa) dell'Atalanta, la terza incomoda che sta compiendo l'impresa di lasciarsi alle...

    La Lombardia felix del calcio sarà davvero felix soltanto per due terzi. I tempi in cui Inter e Milan si dividevano trionfi e attenzioni sembrano finiti. Merito (o colpa) dell'Atalanta, la terza incomoda che sta compiendo l'impresa di lasciarsi alle spalle le rivali del capoluogo, una volta inarrivabili. Due su tre, il discorso Champions si riduce a loro e rimane in Lombardia, con la Roma che può solo sperare in un miracolo (vincere la gara contro il Parma con Milan e Inter entrambe sconfitte). Atalanta a un passo dall'impresa, Inter padrona del proprio destino, Milan in attesa ma ancora con qualche speranza. A decidere la corsa all'Europa che conta saranno gli ultimi 90 minuti, belli e avvincenti soltanto per chi, alla fine, ce la farà.Basta una vittoria con il Sassuolo alla banda Gasperini per portare a termine l'impresa. Per uno strano scherzo giocherà in casa proprio nello stadio del Sassuolo, a Reggio Emilia, perché i lavori di ristrutturazione dell'impianto bergamasco hanno costretto l'Atalanta al trasloco in terra emiliana. Al di là del prestito dello stadio, sembra difficile pensare che i bergamaschi non riescano a battere l'appagato Sassuolo che nulla ha da giocarsi. La squadra ha tra l'altro dimostrato grande maturità nelle ultime settimane e quindi non qualificarsi in Champions, a questo punto, sarebbe davvero un suicidio.Quello a cui andrebbe incontro l'Inter se non raggiungesse almeno il quarto posto. Soltanto un mese fa i nerazzurri milanesi erano praticamente certi della qualificazione alla prossima Champions. Poi, avanti di pareggini e passi falsi, eccola a giocarsi tutto all'ultima giornata. Due vittorie, in casa del Frosinone e contro il Chievo, nelle ultime sette gare di campionato. Un'involuzione clamorosa che mette a repentaglio l'intera stagione. E se da una parte in casa Inter si ricorda il finale di festa della passata stagione, quando i nerazzurri strapparono il quarto posto alla Lazio in un'ultima partita al cardiopalma contro i biancocelesti, adesso la situazione è tutta differente. Il clima è infatti di negatività diffusa e una partita contro l'Empoli in casa, che sino a poco tempo fa sarebbe stata poco più che una formalità, fa invece tremare i polsi. I toscani si giocano la salvezza, che sarebbe certa in caso di vittoria a San Siro, giocano un bel calcio e arrivano da tre successi consecutivi. Di contro la sensazione in casa Inter è di smobilitazione totale. "Le voci possono aver dato fastidio", ha confessato Spalletti sibillino, lui che è quasi certo non sarà confermato in nerazzurro a prescindere dal risultato finale. Anrtonio Conte è pronto a subentrare ma il dubbio è lecito: lo farebbe anche in caso di mancata qualificazione in Champions? Fatto sta che i tifosi sono in fermento, chiedono la testa del tecnico e sui social network spopola l'hastag Spalletti out.Spettatore interessatissimo ai guai dei cugini è il Milan. A Gattuso non basterà vincere contro la Spal ma dovrà infatti gufare Inter o Atalanta per ottenere il quarto posto. "Arrivare quinti non sarebbe un fallimento", ha detto Gattuso, ma di certo ottenere l'Eruopa che conta sarebbe il coronamento di una stagione positiva ma portata avanti tra alti e bassi. Oltre a un mattone portante di una sua eventuale riconferma in rossonero. E c'è da mangiarsi le mani in casa Milan pensando alle tante occasioni sprecate durante l'anno e a quando un posto al sole sembrava già consolidato. Poi gli infortuni, i problemi, la scarsa condizione e la crisi di risultati che ha risucchiato i rossoneri costringendoli a non essere più padroni del proprio destino.Prossima fermata, Lombardia. In ogni caso, a meno di cataclismi, sarà così. 90 minuti ancora per sapere chi tra Atalanta, Inter e Milan, alla fine, sarà davvero felix.
    Gf, la De André viene lasciata dal suo fidanzato. In diretta si dispera. La d'Urso:

    Gf, la De André viene lasciata dal suo fidanzato. In diretta si dispera. La d'Urso: "Sono inc..."


    Questo Gf si sta facendo davvero tosto per la De André. Dopo la diffida del padre e le prime foto compromettenti del fidanzato, Francesca deve fare i conti con una dura (e triste) verità: Giorgio l'ha tradita. Ma non solo. Dopo averla tradita, l'ha...

    Questo Gf si sta facendo davvero tosto per la De André. Dopo la diffida del padre e le prime foto compromettenti del fidanzato, Francesca deve fare i conti con una dura (e triste) verità: Giorgio l'ha tradita. Ma non solo. Dopo averla tradita, l'ha pure lasciata. Ma per capire meglio, bisogna fare un passo indietro.La scorsa settimana a Francesca De André sono state mostrate alcune foto. Negli scatti si vede il suo (ex) compagno con una certa Rosy. I due sono complici, prendono un caffè al bar e sorridono. "Poi sono stati più di tre ore in casa della De André", rivela il paparazzo. Francesca va su tutte le furie e la produzione del Gf la fa parlare con Giorgio e con la biondissima Rosy. Dopo insulti, parolacce e qualche maledizione, i tre si sono chiariti. Francesca ha baciato Giorgio e ha salutato Rosy. Tutto è bene quel che finisce bene. Ma la coppia non è scoppiata, fino a questa sera.Nel corso della diretta Barbara d'Urso mostra a Francesca che il suo fidanzato l'ha tradita. Ci sono nuove foto con una mora. Lei non ci crede. E' titubante. "Non credo a mezza parola dei paparazzi. Loro vogliono solo visibilità. Ho chiarito con Giorgio. Cercano solo di mettere zizzania fra noi", ha esclamato la De André prima di sapere che quelle nuove foto scattate dai paparazzi del settimanale Oggi sono del venerdì. Sono, quindi, esattamente di tre giorni prima che Giorgio entrasse al Gf. Per intenderci: Giorgio al venerdì si è divertito con la bella mora delle foto e al lunedì si è detto innamorato di Francesca. La De André "cornuta e mazziata".Capite che putiferio si è scatenato nella Casa? E non dimentichiamo che di mezzo c'è pure Gennaro Lillio. Proprio Gennaro ha scoperto per primo del tradimento. Quindi, dopo aver visto i filmati, aver sentito le parole della amica Guendalina, a Francesca viene data anche la possibilità di vedere la sorella Fabrizia. Il motivo? Un paparazzo ha fatto ascoltare a Fabrizia una telefonata fra Giorgio e un'amica di Francesca. In questo scambio di battute (assurdo), Giorgio entra nei dettagli intimi di ciò che è accaduto quella notte con la mora delle foto. "Particolari talmente tanto intimi - ha confessato imbarazzata Fabrizia - che qui non te li posso dire. Io ero scioccata".Francesca è senza parole. Inizia a piangere, ha un attacco di panico, vuole uscire. Urla e fa fatica a crederci. Ecco che allora interviene la conduttrice del Gf. "Lui è stato bravo a farsi credere da te la settimana scorsa - ha iniziato la d'Urso -. Vuoi lasciare il gioco per uno che ti sta prendendo in giro? Che fuori sta facendo cose non corrette nei tuoi confronti? A te la scelta. Ma c'è di più, lui si è preso pure una pausa. Lo ha scritto poco fa sui social".La De André fa fatica a parlare. Dalla bocca le esce soltanto un "deve sparire dalla mia vita", "Fabrizia togligli le chiavi di casa", "quando torno non deve esserci più niente di suo". La sorella la consola. Gennaro pure. Ma le lacrime scorrono copiose sul suo viso. D'altrone Francesca non ci crede, le sembra tutto assurdo.Ma ecco che Barbara d'Urso interviene di netto nella situazione e dà un consiglio a Francesca. "Da donna sai cosa mi fa incazzare? - incalza la conduttrice -. Mi fa incazzare che un uomo che è stato beccato a tradire la propria donna decide pure di prendersi una pausa non dicendo 'ho fatto uno sbaglio', ma accusa te. Il tuo sbaglio? Perché lo hai rispettato. Viviti la tua esperienza. Lui non si merita le tue lacrime".Francesca è sconvolta. Saluta la sorella che prima di andarsene ribadisce di fare il tifo per Gennaro perché "lui ti ama per davvero". Da qui in poi inizia l'incubo della De André. In realtà, non sa che si è tolta un gran peso.

    "Grande Fratello", paura per Serena: scherza e balla, poi la brutta caduta


    A poche ore dall'inizio della nuova diretta del Grande Fratello 16, la gieffina Serena Rutelli è tornata a far parlare di sé, diventando protagonista di un momento nefasto. La figlia adottiva di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli stava lasciandosi...

    A poche ore dall'inizio della nuova diretta del Grande Fratello 16, la gieffina Serena Rutelli è tornata a far parlare di sé, diventando protagonista di un momento nefasto. La figlia adottiva di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli stava lasciandosi abbandonare ad un balletto travolgente con Enrico Contarin e scherzando. Quando, all'improvviso è caduta brutalmente a terra, battendo fortemente la schiena sul pavimento bagnato, in prossimità dei gradini del bagno della casa.Enrico e gli altri coinquilini si sono inizialmente allarmati per le condizioni di salute della Rutelli, ma è stata proprio Serena a rassicurarli, con una risata fragorosa.Grande Fratello: un lunedì nero per la direttaLa diretta del Grande Fratello 16 è stata fortemente compromessa dal maltempo, per via del quale Barbara d'Urso è intervenuta recandosi proprio nel bunker di Cinecittà. "Qui Cinecittà - ha spiegato mentre raggiungeva la casa la conduttrice del GF, mostrando i danni causati dalla pioggia -. Chiudete, sta entrando l"acqua. Qui Grande Fratello. [...] Vado nell"acquario dai ragazzi perché è saltato l"audio e la diretta per i fulmini. Qui a Roma è saltato l"audio, vado nell"acquario e così vi informo". "È tutto allagato - ha aggiunto la d'Urso -perché il fulmine è caduto proprio qui sulla casa e quindi è andato via l"audio. Non si sente niente. Oddio l"allagamento".Si è trattato di un lunedì nefasto per il "Grande Fratello 16", ma, nonostante il maltempo e i forti disagi, la produzione del Grande Fratello non si è persa d'animo ed è stata finalmente riattivata la diretta del reality-show.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it su Facebook?
    Diletta Leotta come Pamela Anderson: “È uscita una nuova serie di Baywatch?”

    Diletta Leotta come Pamela Anderson: “È uscita una nuova serie di Baywatch?”


    Scatto sexy in bikini per Diletta Leotta che, perseguitata dal maltempo che da Nord a Sud sta flagellando l'Italia, sogna di trovarsi al sole, in una bella piscina e scrive su Instagram: "Teletrasportatemi qui!!"Un augurio che in tanti in queste ore di...

    Scatto sexy in bikini per Diletta Leotta che, perseguitata dal maltempo che da Nord a Sud sta flagellando l'Italia, sogna di trovarsi al sole, in una bella piscina e scrive su Instagram: "Teletrasportatemi qui!!"Un augurio che in tanti in queste ore di pioggia battente e cielo buio e nuvoloso vorrebbero che si realizzasse, anche se l'estate è dietro l"angolo e c"è tutto il tempo dii rifarsi e persino di rimpiangere questi ultimi sprazzi di freddo prima che il caldo tropicale attanagli la penisola.Diletta Leotta sogna il sole e fa sognare i follower sfogando un bikini rosso che esalta alla perfezione il suo copro statuario. Il dolce sorriso e i capelli biondissimi fanno il resto per uno scatto super hot che in poche ore ha già raccolto migliaia di like e visualizzazioni.Sempre ironici i commenti dei suoi follower che si divertono a commentare ogni suo scatto su Instagram. Facendo il verso alla sua didascalia, se qualcuno le scrive: "Al massimo ti teletrasporto a casa mia!, un altro è meno pigro e commenta: "Mi teletrasporto io da te, ok?"Quanto al suo nuotare in piscina, è chiaro per molti non solo la bellissima conduttrice "non ha bisogno di braccioli " perché "è impossibile affondare con quei due salvagenti, ma, notando i capelli biondi e il costume rosso come la mitica Pamela Anderson anni Novanta, in tanti non possono fare a mano di chiedersi se su DAZN sia "uscita per caso una serie di Baywatch?!".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Diletta Leotta (@dilettaleotta) in data: 19 Mag 2019 alle ore 4:05 PDT
    Così la giovane arte sposa la responsabilità sociale

    Così la giovane arte sposa la responsabilità sociale


    Dal 20 al 24 maggio, presso lo Spazio Mostre N3 di Regione Lombardia, a Milano, è in cartello la mostra "I giovani del Premio Ricoh": 29 artisti under 40, su quasi 600 richieste di partecipazione, esporranno le loro opere. Il Premio, giunto alla nona...

    Dal 20 al 24 maggio, presso lo Spazio Mostre N3 di Regione Lombardia, a Milano, è in cartello la mostra "I giovani del Premio Ricoh": 29 artisti under 40, su quasi 600 richieste di partecipazione, esporranno le loro opere. Il Premio, giunto alla nona edizione, organizzato dalla filiale italiana della multinazionale nipponica, con la collaborazione di Regione Lombardia e Mondadori Retail, il patrocinio del Comune di Vimodrone e il supporto di ArtRelation, si propone un duplice obiettivo. Da un lato, aiutare i giovani artisti di scuola italiana a farsi conoscere e a imporsi sul mercato, dall' altro sensibilizzare l' arte alla responsabilità sociale. I partecipanti erano infatti chiamati a interpretare i valori di Ricoh, riassumibili nella formula: "Lo sforzo verso l"innovazione, che semplificala vita e il lavoro, salvaguardando nel contempo l"ambiente e in generale i principi della responsabilità sociale d"impresa". In nove anni, alcuni artisti, hanno in effetti cominciato a entrare nella grandi collezioni private.Un caso su tutti: quest'anno opere di Edoardo Aguzzi, vincitore due anni fa, a solo 17 anni, di un premio di categoria, sono state battute e aggiudicate a un'asta internazionale, Art Rite Auction.Le opere finaliste sono divise infatti in quattro categorie: pittura/disegno/grafica, fotografia/video/digital art, scultura/installazione, a cui si aggiunge una sezione "trasversale", la Pop Art, promossa daMondadori Retail. Una giuria, presieduta da Giorgio Grasso, critico e storico dell'arte, presidente della fondazione italiana arte contemporanea, già curatore, presso la Biennale di Venezia, dei Padiglioni Italia (2011) e Armenia(2017), e composta da da esponenti del mondo dell"arte, della comunicazione, del business e delle istituzioni, stabilirà il vincitore assoluto e un vincitore per ognuna delle quattro sezioni. La premiazione avrà luogo il 5 giugno 2019, presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo (Milano). Le cinque opere vincitrici (un vincitore assoluto e uno per ognuna delle quattro categorie in cui si articola il Premio) entrano a far parte della collezione d"arte Ricoh, nata nel 2010 con la prima edizione e allestita presso la sede di Vimodrone (Milano). Collezione che, con i lavori di quest'anno, è già arrivata a quota 38 opere.
    La regina Elisabetta cerca un social media manager

    La regina Elisabetta cerca un social media manager


    La regina Elisabetta cerca un social media manager che si occupi a tempo pieno delle attività social della royal family. A riportare la notizia è il magazine People, che sottolinea le due caratteristiche che il candidato ideale deve avere: lungimiranza...

    La regina Elisabetta cerca un social media manager che si occupi a tempo pieno delle attività social della royal family. A riportare la notizia è il magazine People, che sottolinea le due caratteristiche che il candidato ideale deve avere: lungimiranza e creatività. Qualità che il fortunato vedrà ricompensate con 44mila euro all"anno. Nell"annuncio di lavoro, pubblicato da Buckingham Palace, (e anche su Linkedin) si legge che "si tratti di visite di Stato, cerimonie di premiazione o feste di fidanzamento, vogliamo assicurarci che i nostri canali digitali suscitino interesse e raggiungano sempre più persone""Anche i Windsor si preoccupano del numero dei like e sono consapevoli del fatto che un buon profilo social abbia bisogno di attenzione e di idee affinché guadagni follower e like: l"avviso, infatti, prosegue sottolineando che "i post saranno visualizzati da milioni di utenti". Ciò, tradotto, vuol dire non solo che la cura dei contenuti deve essere un obiettivo prioritario, ma anche che non saranno tollerati errori o epic fail di nessun tipo. La regina pretende la perfezione e la professionalità che si guadagnano con la giusta esperienza. La famiglia reale è sotto l"occhio vigile dell"intero pianeta e, d"altro canto, sa che la sola immagine non basta più. Servono messaggi chiari e coerenti che alimentino nel modo giusto questa immagine.Come ricorda Vanity Fair, qualche giorno fa sul sito ufficiale di Buckingham Palace è apparsa la pagina dedicata ad Archie, ma nella didascalia si leggeva "figlio di William e Kate". Una cantonata di dimensioni spaziali che potrebbe essere costata il posto al povero addetto o, almeno, potrebbe aver convinto la regina che sarebbe il caso di ampliare lo staff preposto alla comunicazione con una figura professionale ben precisa. Nello specifico l"annuncio si rivolge a un esperto che "deve avere lo sguardo rivolto al futuro ed essere in grado di dirigere la comunicazione digitale sulla base di analisi ed esplorazioni di nuove tecnologie. Inoltre deve essere creativo, con abilità sia nel campo dei video che della fotografia, oltre a buone doti di scrittura per la stesura di contenuti per il nuovo sito. L"obiettivo è trovare modi innovativi per mantenere viva sul palcoscenico mondiale la presenza della regina".Il prescelto avrà diritto a 33 giorni di ferie, al pranzo, all"accesso al palazzo, alla partecipazione ai corsi d"aggiornamento e al contributo pensionistico del 15% dal datore di lavoro. Inutile dire che il palazzo reale è già stato sommerso dai curriculum. La regina, però, vuole diventare una influencer e non si accontenterà facilmente.
    Adele compra all'ex marito una villa da 10 milioni di dollari

    Adele compra all'ex marito una villa da 10 milioni di dollari


    Adele ha sborsato oltre 10 milioni di dollari per comprare una seconda casa a Beverly Hills. La cantante 31enne, che il mese scorso ha chiuso la relazione di otto anni con il marito Simon Konecki, avrebbe speso la cifra da capogiro per acquistare una...

    Adele ha sborsato oltre 10 milioni di dollari per comprare una seconda casa a Beverly Hills. La cantante 31enne, che il mese scorso ha chiuso la relazione di otto anni con il marito Simon Konecki, avrebbe speso la cifra da capogiro per acquistare una villa a pochi passi da un'altra proprietà comprata invece tre anni fa dove avrebbe intenzione di trasferirsi.L"idea è di regalare un"infanzia serena a suo figlio Angelo, avuto dal matrimonio con Simon. Poter vedere entrambi con continuità dovrebbe alleviare nel piccolo il trauma della separazione dei suoi genitori. Secondo "Variety" sarà Simon a trasferirsi nel nuovo immobile, una splendida villa con cinque camere da letto, sei bagni, un soggiorno con camino, una piscina in giardino e palestra privata.Adele avrebbe fatto un affare, visto che avrebbe acquistato la proprietà dal produttore Michael Hertzberg, che l'aveva messa in vendita nel 2018 per 13 milioni di dollari. In realtà, come rivela "US Weekly", la casa sarebbe stata acquistata già lo scorso febbraio, quando il matrimonio era già in piena crisi.Per il magazine si tratta del primo "salasso economico" che la cantante deve affrontare "per non essersi tutelata con un contratto pre-matrimoniale" quando nel 2016 sposò Simon Konecki. All"uomo per legge spetterebbe metà dell"immenso patrimonio di Adele che però intende dar battaglia con i suoi legali, "assicurando al suo ex il giusto, ma non tutta la metà di quello che ha guadagnato nel corso della sua carriera".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it?
    Beatrice Bouchard fa l'autostop in lingerie: e il web si infiamma

    Beatrice Bouchard fa l'autostop in lingerie: e il web si infiamma


    Eugenie Bouchard è una giovane tennista canadese che attualmente si trova all'81esimo posto della classifica Wta. La 25enne di Montreal è stata numero cinque del mondo nel 2014 quando arrivò fino all'atto finale di Wimbledon, poi perdendo in finale...

    Eugenie Bouchard è una giovane tennista canadese che attualmente si trova all'81esimo posto della classifica Wta. La 25enne di Montreal è stata numero cinque del mondo nel 2014 quando arrivò fino all'atto finale di Wimbledon, poi perdendo in finale contro Petra Kvitova con un netto 6-3, 6-0. Nello stesso anno la Bouchard fece semifinale anche agli Australian Open e al Roland Garros, mentre in carriera ha vinto un solo titolo.In molti però non sanno che Eugenie ha una sorella gemella dal fisico mozzafiato che sta facendo impazzire i suoi 331.000 follower. La biondissima Beatrice 24enne di professione fa l'influencer ma non è l'unica bellezza di casa Bouchard dato che la più piccola delle tre di un solo anno, Charlotte è anche lei molto bella ma non ama stare sotto i riflettori come Beatrice e per forza di cose per professione anche per Eugenie.Non solo, però, in casa Bouchard le bellezze non sono finite qui dato che ci sono anche le due cugine Celeste e Mimì che stanno spopolando sui social. Mimì di professione è una blogger e protagonista di un suo podcast, in cui parla di salute, sesso, carriera e crescita personale. Beatrice in questi mesi ha infiammato i social con scatti davvero mozzafiato, l'ultimo direttamente dal Marocco con alcune istantanee che hanno mandato in tilt la rete. Il bikini, la lingerie e il chiedere l'autostop in mezzo ad una strada deserta hanno mandato in tilt la sua bacheca di Instagram.[[gallery 1696712]]
    Emily Ratajkowski posa nuda contro la legge anti-aborto dell’Alabama

    Emily Ratajkowski posa nuda contro la legge anti-aborto dell’Alabama


    La governatrice dell"Alabama, Kay Ivey, ha firmato il provvedimento di legge che vieta l"aborto in Alabama. Testo passato in Senato grazie ai voti di 25 senatori repubblicani, tutti maschi.La norma, che di fatto mette fuori legge l"aborto anche in caso...

    La governatrice dell"Alabama, Kay Ivey, ha firmato il provvedimento di legge che vieta l"aborto in Alabama. Testo passato in Senato grazie ai voti di 25 senatori repubblicani, tutti maschi.La norma, che di fatto mette fuori legge l"aborto anche in caso di stupro o incesto, ammette come unica eccezione il rischio "serio" per la vita della futura mamma, e fissa pene fino a 99 anni di carcere per i medici che praticano interruzioni di gravidanza.L"approvazione della legge ha scatenato durissime contestazioni e polemiche, con gente in piazza e sui social in prima fila star di prima grandezza come Lady Gaga, Chris Evans e Milla Jovovich, che hanno espresso tutto il oro sdegno e disappunto.A loro si è unita oggi anche la super top model Emily Ratajjowski che ha pubblicato un lungo post su Instagram per protestare contro l"approvazione della legge anti-abortista.Per farlo ha pubblicato uno dei suoi scatti più hot di sempre: completamente nuda, con il seno coperto a stento da un braccio e tra le gambe, all"altezza dell"inguine, una calla rosa, chiaro simbolo dei gentitali femminili.Può sembrare un"immagine inutilmente osè, ma non lo è perché Emily, in quanto donna, ha deciso di esporre il suo corpo perché è proprio il corpo delle donne a essere al centro della spinosa questione che in questi giorni tiene banco negli Stati Uniti.Nella sua didascalia si legge: "Questa settimana 25 vecchi bianchi hanno votato per vietare l"aborto in Alabama anche in caso di incesto e stupro. Questi uomini al potere stanno imponendo la loro volontà sui corpi delle donne per sostenere il patriarcato... togliendo alle donne di bassa estrazione economica il diritto di scegliere di non riprodursi", ha scritto la sexy modella su Instagram."Gli Stati che cercano di vietare l"aborto sono quelli che hanno le più alte percentuali di donne nere tra la popolazione. È una questione di classe e di razza ed è un attacco diretto ai diritti fondamentali che le donne americane meritano di avere. I nostri corpi, la nostra scelta" ha concluso Emily nel suo post che in poche ore ha già raggiunto la cifra record di 2 milioni di visualizzazioni.Se nei commenti sono tantissime le follower che la ringraziano per le sue parole di sstegno, altri le fanno notare che a votare la legge non sono stati, come lei scrive "25 vecchi bianchi, perché tra loro c"erano anche molti giovani senatori".Quanto agli hater, che in questo caso coincidono con gli attivisti pro-life, in tanti le hanno scritto: "Ma rimettiti i vestiti piuttosto e informati! Fai ridere... La legge l"ha voluta il governatore dell"Alabama che è una donna!", mentre alcuni follower, dopo questa sua presa di posizione, le hanno anticipato di volersi cancellare presto dal suo account perché, a loro dire, la Ratajkowski non avrebbe capito che "qui non si tratta di controllare il corpo delle donne, ma di salvare delle vite e tu appoggi degli assassini!".Seguono una seri di attacchi durissimi alla sua persona, persino minacce fisiche per aver osato esporsi in prima persona contro la legge dell'Alabama, ma la modella, ha preferito non rispondere agli hater per non gettare altra benzina sul fuoco e prestare il fianco a nuovi e più pesanti insulti.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? Visualizza questo post su Instagram This week, 25 old white men voted to ban abortion in Alabama even in cases of incest and rape. These men in power are imposing their wills onto the bodies of women in order to uphold the patriarchy and perpetuate the industrial prison complex by preventing women of low economic opportunity the right to choose to not reproduce. The states trying to ban abortion are the states that have the highest proportions of black women living there. This is about class and race and is a direct attack on the fundamental human rights women in the US deserve and are protected by under Roe vs. Wade. Our bodies, our choice.Un post condiviso da Emily Ratajkowski (@emrata) in data: 16 Mag 2019 alle ore 9:45 PDT

    "Britney Spears debilitata emotivamente e instabile"


    Purtroppo i guai per la reginetta del pop Britney Spears sembrano non essere finiti. Secondo quanto rivelato da una fonte al magazine People, la 37enne americana nonostante i 30 giorni di rehab in clinica, non starebbe affatto bene.Lo stress della causa...

    Purtroppo i guai per la reginetta del pop Britney Spears sembrano non essere finiti. Secondo quanto rivelato da una fonte al magazine People, la 37enne americana nonostante i 30 giorni di rehab in clinica, non starebbe affatto bene.Lo stress della causa da lei intrapresa per la tutela legale che la vede protagonista, ha lasciato l"interprete di "Baby one more time" estremamente debilitata ed emotivamente instabile. "Britney sta combattendo contro problemi di natura emotiva che la lasciano molto debilitata. Non ha controllo sulle sue emozioni ed è vittima di continui alti e bassi.", ha spiegato la fonte che ha poi aggiunto: "non c"è dubbio che debba prendere i farmaci e che i medici debbano ancora trovare la giusta combinazione di medicine per lei. Ma è davvero spaventoso quando le medicine non funzionano. Al momento Britney è davvero a terra. Ci sono giorni in cui sembra uno zombie, non c"è vita né passione in lei. È davvero molto triste."La cantante è stata ascoltata dal tribunale di Los Angeles lo scorso venerdì 10 maggio, dove ha espresso la sua volontà di uscire dalla tutela legale dopo essere stata costretta, a quanto affermato dalla star, ad entrare in clinica contro la sua volontà. I giudici stanno indagando sui suoi tutori legali, che al momento sono responsabili delle sua vita personale, lavorativa, finanziaria e medica, per poi successivamente arrivare ad un verdetto finale sul misterioso caso della popstar.
    La Regina cerca un social media manager: 30.000 sterline l'anno

    La Regina cerca un social media manager: 30.000 sterline l'anno


    Il lavoro dei sogni accanto alla Regina Elisabetta II.Buckingham Palace è in cerca di un social media manager: come riporta il Mirror, è apparso sul sito ufficiale un annuncio di lavoro, il cui termine per proporsi scade il 26 maggio. La paga è...

    Il lavoro dei sogni accanto alla Regina Elisabetta II.Buckingham Palace è in cerca di un social media manager: come riporta il Mirror, è apparso sul sito ufficiale un annuncio di lavoro, il cui termine per proporsi scade il 26 maggio. La paga è interessante, 30.000 sterline all"anno - il corrispettivo di poco meno di 35.000 euro - in base alla propria esperienza. Naturalmente bisognerà essere laureati e aver maturato una certa consuetudine con i siti Web. Tra i benefit 33 giorni di ferie pagate, mentre i giorni di lavoro saranno 5 a settimana, dal lunedì al venerdì. Il luogo di lavoro è suggestivo e allettante: Buckingham Palace, appunto. La persona che sarà scelta potrà avere un "tocco innovativo e creativo" e "un approccio flessibile", ma sono fondamentali le capacità comunicative naturalmente.La Royal Family si avvale sempre di più dei media che si avvalgono di nuove tegnologie e, oltre al sito ufficiale, sono tanti gli account ufficiali per fornire notizie sulla Regina, ma anche sul Principe Carlo e Camilla Parker Bowles - con l"account Clarence House - sui duchi di Cambridge e sui duchi di Sussex su Facebook, Instagram e Twitter. L"informazione che i sudditi ricevono, in particolare sulle novità e gli impegni ufficiali di tutti i membri della Royal Family è quindi capillare, senza dimenticare gli approfondimenti amarcord sugli antenati dei Windsor, utilissimi per conoscere un po" di più la storia della Royal Family ma anche di chi l"ha preceduta.Lo staff di Elisabetta II cresce sempre più, arricchendosi di un membro per il comparto comunicazione: la "macchina" della Corona è ben oliata e cerca sempre più di restare al passo con i tempi.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it?[[gallery 1696314]]
    Batman, sarà Robert Pattinson il nuovo protettore di Gotham City?

    Batman, sarà Robert Pattinson il nuovo protettore di Gotham City?


    Sembra ufficiale: Batman avrà il volto di Robert Pattinson. Stando a quanto affermato da Variety, l"attore britannico sarebbe stato scelto per interpretare il protettore di Gotham City nel nuovo "The Batman" di Matt Reeves, sostituendo il predecessore...

    Sembra ufficiale: Batman avrà il volto di Robert Pattinson. Stando a quanto affermato da Variety, l"attore britannico sarebbe stato scelto per interpretare il protettore di Gotham City nel nuovo "The Batman" di Matt Reeves, sostituendo il predecessore Ben Affleck, interprete del Cavaliere Oscuro in "Batman vs Superman: Dawn of Justice" e "Justice League". Sebbene la Warner Bros non abbia rilasciato alcuna dichiarazione in merito, il bel vampiro di "Twilight" sembrerebbe in cima alla lista dei candidati per il ruolo di Bruce Wayne ed ormai in procinto di firmare il contratto.Il ruolo di Batman negli anni è stato interpretato da diversi attori quali Christian Bale, Ben Affleck, George Clooney e primo tra tutti, Michael Keaton nel primo "Batman" diretto da Tim Burton. Se Pattinson dovesse accettare il ruolo, con i suoi 33 anni diventerebbe l'interprete più giovane del pipistrello più famoso del cinema, dopo Christian Bale che all"epoca di "Batman Begins" aveva 31 anni. Non si conosce ancora la data ufficiale di inizio delle riprese, ma pare che molto probabilmente si comincerà a girare alla fine del 2019.Sebbene i fan di Robert Pattinson stiano sostenendo la candidatura del loro beniamino, i sostenitori dell"eroe pipistrello non sono tutti d"accordo con la scelta fatta. Su internet il malcontento si sta iniziando a far sentire e girano addirittura diverse petizioni, come riporta il sito Comicbook, per scalzare l"ex vampiro dalla Batcave, e affidare il ruolo a qualcuno che secondo i fan di Bruce Wayne abbia caratteristiche diverse. I fan dell'eroe pipistrello potranno seguire le sue gesta al cinema, a partire dal 25 giugno 2021.